Variante Delta, Sileri fa il punto su crescita casi e ipotesi restrizioni

Il sottosegretario ha spiegato come, al momento, i dati relativi alla pressione sul sistema sanitario sono i parametri a cui si guarda con più attenzione e oggi sono ancora bassi

C’è la variante Delta e i suoi effetti che incombono sul futuro a breve termine del quadro epidemiologico legato al Covid. Ne ha parlato in un’intervista rilasciata a Mattino 24, in onda su Radio 24, il sottosegretario del Ministero della Salute Pierpaolo SIleri.

Variante Delta, si attende una crescita dei casi

Un intervento arrivato il giorno dopo la vittoria di Euro 2020 da parte dell’Italia. Un traguardo ottenuto per il quale l’esponente del governo si è detto «Felicissimo». Le scene di giubilo che hanno riguardato l’intero Paese potevano essere equiparate anche ad un volersi lasciare indietro tutte le difficoltà di questi mesi.

Ma non è ancora il momento di sentirsi liberi. Sileri ha ammesso di aver visto le immagini con «un po’ di preoccupazione», «perché - ha aggiunto - è bellissimo vedere le piazze piene, però è chiaro che un numero crescente di contagi si osserverà. Come si è osservato in altri paesi europei».

Variante Delta prevalente prima di fine agosto?

L’entrata in scena della variante Delta potrebbe dare fastidio. «Forse - ha spiegato il sottosegretario - abbiamo un vantaggio legato alle temperature, legato all’estate, però è inevitabile che ci sarà una risalita dei contagi». «Se si pensava - ha aggiunto - di arrivare a fine agosto con la sostituzione della variante inglese con la variante Delta, credo che questo accadrà molto prima purtroppo».

«Secondo me - ha dichiarato - vedremo, temo, tre-quattro volte i contagi di adesso per fine mese. È un’ipotesi, dobbiamo osservare. Vediamo che succede nelle prossime due settimane, ma sicuramente una recrudescenza dei contagi vi sarà».

Variante Delta, vaccinazione fattore determinante

Contagi non vuol dire necessariamente ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e morti. Chi completa l’immunizzazione vede scendere a livelli di poca probabilità l’ipotesi che il virus possa fargli sviluppare una patologia Covid severa.

E non a caso la linea tracciata da Sileri sul futuro è chiara. «Dobbiamo - ha precisato - solo correre con la vaccinazione, convincere le persone che ancora non hanno fatto la prenotazione a farla e correre con le seconde dosi». L’idea che un aumento dei contagi possa corrispondere ad un nuovo inasprimento delle restrizioni è al momento fuori tempo.

Le uniche eventuali preoccupazioni riguarderebbero situazioni in cui dovessero profilarsi rischi di saturazione di ospedali e terapie intensive. Non pare essere questo il momento, tenuto conto che le percentuali di saturazione della ricettività ospedaliera sono piuttosto basse.

I parametri a cui guardare

«Al momento - ha spiegato Sileri - il numero di contagi è esiguo, anche se vi è stato un aumento. Finché il numero non si esprime con un aumento dei ricoveri, e non è questo il caso e non sembrerebbe assolutamente che accada, non vedo perché dobbiamo fare dei passi indietro. Anzi, assolutamente no. L’unico passo in avanti che deve essere fatto è quello delle vaccinazioni».

Solo un eventuale aumento della pressione sugli ospedali potrebbe portare a possibili passi indietro sul fronte delle restrizioni. E più il livello di vaccinati cresce, più l’ipotesi di questo scenario si allontana.