Variante Delta, 10 secondi per contagiarsi? Cosa si sa

Variante Delta, 10 secondi per contagiarsi? Cosa si sa

Un fatto verificatosi in un centro commerciale in Australia ha generato l’interrogativo, ma ci sono delle cose da puntualizzare

Variante Delta: ci si può davvero contagiare in dieci secondi? È una domanda ricorrente dal momento in cui è stata avanzata l’ipotesi che un contagio sia avvenuto a Sidney per effetto di un breve contatto senza mascherina tra due persone all’interno di un supermercato.

Variante Delta: rischio allarmismo

È la tipica notizia che, se decontestualizzata e non approfondita, rischia di dare adito ad un allarmismo non sempre motivato che spesso ha contraddistinto molte news relative al Covid in questi ultimi quindici mesi. Oggi la variante Delta si sta rapidamente diffondendo nel mondo e secondo gli esperti diventerà dominante.

Per effetto della sua più elevata diffusività riuscirà a prevalere sulle altre varianti. Si arriverà ad avere sequenziamenti che porteranno alla luce come la stragrande maggioranza dei contagi saranno indotti proprio dalla mutazione che, per la prima volta, venne riscontrata in India.

Contagio variante Delta in dieci secondi, cosa è accaduto in un fatto

In una località australiana vicino Sydney, Bondi, è stata sollevata l’ipotesi che due persone si siano contagiate in un incontro fugace all’interno di un centro commerciale. La ricostruzione è stata fatta attraverso le immagini che provengono dalle telecamere a circuito chiuso.

Un soggetto, verosimilmente ritenuto infetto al momento dell’incontro, ne avrebbe contagiato un altro in pochissimi secondi. Un range temporale assai diverso da quello che si immaginava potesse essere necessario affinché ci si infettasse con il virus precedente per il quale si riteneva potessero servire quindici minuti di esposizione a stretto con il virus.

Questa rilevazione rispetto alla possibilità che la più elevata diffusibilità coincida con un’infezione così semplice da contrarre è attualmente non suffragata da studi scientifici, ma limitata all’enunciazione di questo caso che non può avere la valenza di un’indagine medica accurata e magari effettuata su larga scala.

Vaccino e mascherina, strumenti cruciali contro la variante Delta

In base a quelle che, al momento, sono le informazioni che provengono dal mondo scientifico si può aggiungere che:

  • la variante Delta, secondo le prime evidenze scientifiche, continua ad essere controllata da una vaccinazione in doppia dose
  • nessuna delle due persone coinvolte nel fatto era vaccinata
  • l’Australia sta avendo problemi con la variante, ma neanche il 5% della vaccinazione ha completato il proprio ciclo di immmunizzazione. E neanche un cittadino su tre ha ricevuto una singola dose.

L’azione dei vaccini va perciò considerata decisiva e oggi, in paesi come l’Italia, sta giocando un ruolo fondamentale nel contrasto alla possibile evoluzione della variante Delta su due punti:

  • nel limitare la maggiore diffusibilità, stimata nel 60% in più rispetto al ceppo originario del Covid
  • nell’evitare le ospedalizzazioni, tenuto conto che la variante in questione gererebbe un tasso di ricoveri doppio rispetto al primo coronavirus.

In attesa di avere informazioni più rilevanti rispetto alla trasmissibilità del virus il metodo più efficace per mettere in campo un’azione contro la variante restano la vaccinazione e l’utilizzo della mascherina nei contesti che lo richiedono.