Vaccino russo e cinese in Europa? Zaia: «Spero non ci siano riserve di carattere ideologico come con l’influenza»

Vaccino russo e cinese in Europa? Zaia: «Spero non ci siano riserve di carattere ideologico come con l'influenza»

Iniziati i contatti tra il gruppo dello Sputnik e l’Ema, mentre il governatore ha posto l’accento anche sull’avvenuta richiesta di approvazione di quello cinese confidando in un utilizzo, comunque subordinato all’approvazione.

I ritardi su alcune forniture e la necessità di vaccinare quanta più gente nel più breve tempo possibile. Sono i due punti chiave dell’attualità relativa alla questione vaccino contro il Covid. Si guarda con speranza alla possibilità che Pfizer riesca a compensare i ritardi con una maggiore capacità produttiva determinata dall’annunciato efficientamento dei propri cicli di produzione, ma anche che presto altri candidati come quello di Astra Zeneca arrivino alla meta per ampliare in maniera considerevole la disponibilità di dosi sul territorio italiano.

Potrebbero, anche un po’ a sorpresa, irrompere sulla scena vaccini che in un primo momento sembravano destinati a restare fuori dall’Europa. Uno fra tutti lo Sputinik della Russia di Putin. È notizia di poche ore fa che sarebbero stati presi contatti con l’Ema, l’ente che si occupa di validare farmaci e vaccini a livello europeo, affinché il candidato russo venga quantomeno preso in esame ai fini di una certificazione per l’utilizzo in Unione Europea. Si registra, inoltre, la dichiarazione di Luca Zaia, che sulla base di quelle che sono le necessità, spera che nelle valutazioni non subentrino fattori di carattere ideologico.

Vaccino Covid: Ema e Sputnik, contatti

Quelli che sarebbero al momento intercorsi tra l’Ema e il gruppo che si è occupato di sviluppare il vaccino russo sarebbero contatti preliminari finalizzati ad iniziare un percorso che possa portare all’analisi dei dati scientifici del prodotto. Una fase interlocutoria che in gergo viene definita di «scientific advice». Il percorso potrebbe avere un seguito nel mese di febbraio e se valutazioni relative alla fase di rolling review dovessero essere positive l’arrivo del vaccino in Europa non sarebbe un orizzonte così lontano.

Vaccino russo, interlocuzioni con la Germania in corso

Vanno in questa direzione le dichiarazioni rilasciate da Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Russian Direct Investment Fund (RDIF), «Lo Sputnik V - ha evidenziato nelle parole riportate dall’Ansa - sarà presto uno dei vaccini più diffusi e accettati del mondo: la prossima settimana una prestigiosa rivista ’peer-reviewed’ europea pubblicherà i risultati della fase 3 e sarà chiaro a tutti la bontà del lavoro svolto».

Dmitriev ha sottolineato come si stia manifestando l’interesse di molti paesi europei e ci siano ad oggi interlocuzioni con la Germania rispetto alla possibilità di «produrre il vaccino localmente».

Vaccino, parla il governatore del Veneto Luca Zaia

Sulla questione è intervenuto anche il governatore del Veneto Luca Zaia che ha annunciato di aver posto la questione a livello nazionale. «Siccome a me risulta che il vaccino cinese abbia avviato la pratica per l’Ema e probabilmente lo farà anche il vaccino russo, ho chiesto formalmente se c’è qualche riserva rispetto a questi vaccini e nessuno mi ha detto di no. Se sono autorizzati, spero che qualcuno non ponga questioni politiche o ideologiche. Stiamo parlando di vaccini comunque. Cosa che è accaduta con l’influenza. Noi non avevamo vaccini, ma se andavamo sul cinese c’era».

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