Vaccino cinese Sinovac, caratteristiche e possibili vantaggi

Ai microfoni della trasmissione Agorà è intervenuto sul tema il professor Roberto Cauda, direttore delle Malattie Infettive del Policlinico Gemelli di Roma

L’Ema (Agenzia Europea del farmaco) ha avviato le valutazioni sul vaccino cinese Sinovac. Un’eventuale via libera offrirebbe, di fatto, quella che è un’alternativa in più rispetto alla necessità di avere quanti più preparati possibili a disposizione. A patto che, ovviamente, questi siano validati ed efficaci.

Vaccino cinese utilizzato in Cile e in altri paesi

Il vaccino cinese Sinovac è già stato utilizzato in Cile. Il paese sudamericano è riuscito a effettuare un grande numero di vaccinazioni in tempi abbastanza rapidi.

Nel 93% dei casi sono stati immunizzati i cittadini con il preparato asiatico e le stime effettuate dalle ricerche provenienti dal Sudamerica parlano di una efficacia al 54%. Una percentuale inferiore a quella di altri vaccini attualmente in uso in Europa, ma non sarebbe questo l’unico aspetto da valutare.

Nel corso della trasmissione Agorà di Rai 3 il professor Roberto Cauda ha fatto chiarezza su alcuni punti da considerare. «Un vaccino - ha detto il direttore delle Malattie Infettive del Gemelli di Roma - viene ritenuto efficace dall’Organizzazione Mondiale della Sanità se supera il 50% di efficacia».

«Poi - ha aggiunto - bisogna sempre metterci d’accordo su cosa vuol dire efficacia e protezione, sono due concetti lievemente diversi».

«Questo vaccino - ha aggiunto in relazione al Sinovac - è stato anche utilizzato in altri paesi con dei risultati superiori rispetto a quelli che sono stati indicati in Cile».

Vaccino cinese Sinovac con virus intero inattivato

Come lo stesso Cauda ha specificato toccherà all’Ema, da lui definito «organismo internazionale di grandissima autorità», fare tutte valutazioni del caso sui dati.

Da un punto di vista scientifico, però, il preparato cinese potrebbe avere anche dei vantaggi. «Si tratta - ha spiegato il direttore delle Malattie Infettive del Gemelli - di un vaccino convenzionale. Utilizza il virus intero inattivato. Né più, né meno di quello che facciamo tutti gli anni per l’influenza».

Questo, come il medico ha chiarito, si potrebbe tradurre in in «un potenziale vantaggio» che in alcuni casi è già stato descritto su «alcuni lavori scientifici».

Oggi i preparati immunizzanti agiscono sfruttando l’ormai nota proteina spike. «Se tu - ha spiegato il professore - utilizzi un vaccino intero non hai solo una risposta verso lo Spike, ma anche verso altri componenti che compongono il virus. E potrebbe, il condizionale è d’obbligo, dare una protezione maggiore. Ma aspettiamo ciò che ci dirà l’Ema».

Cauda ha comunque precisato, nel corso del suo intervento, che ad oggi le variazioni del virus «non sono così importanti nel ridurre l’efficacia dei vaccini attualmente disponibili», pur spiegando dunque come il vaccino cinese potrebbe avere dei vantaggi.