Vaccino Pfizer efficace al 100% tra i 12 ed i 15 anni, perché la notizia è importante

Vaccino Pfizer efficace al 100% tra i 12 ed i 15 anni, perché la notizia è importante

I primi dati parlano di grande efficacia e sicurezza per il vaccino Pfizer tra i 12 ed i 15 anni

I primi test del vaccino covid Pfizer-Biotench sui giovanissimi sono particolarmente incoraggianti. I trial hanno messo in luce in maniera netta la sicurezza e l’efficacia del preparato, se somministrato a soggetti tra i 12 ed i 15 anni.

La percentuale parla addirittura del 100% e presto tutti i numeri raccolti saranno sottoposti all’attenzione degli enti regolatori. Il primo, in tal senso, a riceverli dovrebbe essere l’americana Food and Drug Administration (Fda) che darà, eventualmente, il via libera alla somministrazione del vaccino nelle fasce anagrafiche citate.

Vaccino Covid, Pfizer il test sui giovanissimi

Ad oggi lo studio è stato condotto su oltre 2000 soggetti (2260) e sarebbe stata determinata una risposta anticorpale addirittura superiore a quella che, ad esempio, si è riscontrata nelle medesime circostanze per giovani tra i 16 ed i 25 anni. Occorre ricordare che, al momento, la somministrazione del vaccino Pfizer è autorizzata negli Usa solo per persone che abbiano 16 o più anni.

Parametro che, tra l’altro, non cambia in Europa, alla luce del fatto che lo scorso 21 dicembre 2020 l’Ema si era pronunciata autorizzando la somministrazione del vaccino dai sedicenni in poi.

Vaccino Pfizer, deve comunque arrivare approvazione da enti come Fda

Quello che più conta è che degli oltre 2000 ragazzi coinvolti gli unici casi (18) di Covid sono stati rintracciati nel gruppo che aveva ricevuto il placebo. Nessuno, invece, tra i vaccinati. Buone notizie anche sul fronte effetti collaterali o indesiderati.

Gli unici fastidi riscontrati sono stati totalmente comparabili con quelli avuti da coloro i quali risiedono nella fascia di età tra i 16 ed i 25 anni e molto lievi. Il riferimento va a dolore nel punto di inoculazione, possibile affaticamento e febbre.

I dati vanno, ovviamente, consolidati, valutati ed approvati. Tuttavia, la notizia diventa di grande rilevanza alla luce del fatto che potrebbe essere un passaggio significativo ad esempio in vista del prossimo anno scolastico negli Stati Uniti. Di riflesso, eventualmente, lo sarà anche in Europa.

Vaccini a mRna bloccano la trasmissione del Covid

Giovani e giovanissimi, come è noto, salvo rarissimi casi non sviluppano una patologia Covid particolarmente grave. Tuttavia, la loro vaccinazione equivarrebbe a diventare un ulteriore argine per l’avanzata della pandemia.

La motivazione risiede nel fatto che spesso essi diventano vettori inconsapevoli del virus, alla luce di un’alta probabilità di essere soggetti asintomatici e anche per il vivere una fase della vita in cui è quasi “fisiologico” vivere contesti sociali dove si incontrano tante persone.

Occorre, infatti, ricordare che uno studio dei Centri per la prevenzione e il controllo delle Malattie Usa (Cdc) effettuato tra i sanitari vaccinati con vaccino a mRna (Pfizer e Moderna) ha, di fatto, chiarito che la trasmissione dell’infezione ad opera di un soggetto vaccinato è estremamente improbabile.

Dato che permette di arrivare alla conclusione che i vaccini non solo proteggono dalla malattia, ma combattono la proliferazione dell’infezione. La trasmissione secondo i numeri raccolti nel citato contesto è stata ridotta addirittura del 90% per chi ha completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi, 80% con solo la prima.