Vaccino Johnson and Johnson, Bassetti: «E ora che Ema si sbrighi a approvarlo»

Vaccino Johnson and Johnson, Bassetti: «E ora che Ema si sbrighi a approvarlo»

L’infettivologo ha manifestato soddisfazione per l’approvazione del quarto vaccino. In Italia dovrebbero arrivare ne 27 milioni entro il 2021.

La Fda (Food and Drugs Administration) ha dato il via libera al vaccino monodose contro il Covid Johnson and Johnson. L’ente governativo statunitense che si occupa, tra le altre cose, dei prodotti farmaceutici ha, dunque, autorizzato la somministrazione del siero di cui è sufficiente un’unica dose. Affinché arrivi in Europa sarà necessario che sia approvato dall’Ema, passaggio per il quale Matteo Bassetti ha inteso auspicare una certa velocità.

Vaccino Johnson and Johnson, attesa per Ema

Tra le poche note positive di una sciagura come questa pandemia, c’è sicuramente la capacità dimostrata dalla scienza nel mettere a punto in poco tempo dei vaccini efficaci. «E adesso - ha scritto Matteo Bassetti su Facebook - sono 4». «Già - ha sottolineato - 4 vaccini in meno di un anno. Meravigliosa scienza».

Parole a cui, però, ha inteso aggiungere la necessità che possa esserci anche a livello europeo un’approvazione in tempi rapidi da parte della European Medicines Agency (Ema).

«E ora - proseguito l ‘infettivologo - che Ema si sbrighi a approvarlo. Francamente trovi ridondante rifare il lavoro già fatto seriamente da FDA soprattutto in un momento di emergenza come questo».

«L’Europa - ha aggiunto - deve mettersi al passo degli USA oppure uscirà’ sconfitta dalla pandemia. Non vogliamo e non possiamo aspettare!!!». Tre punti esclamativi finali che chiariscono in maniera inequivocabile quanto potrebbe essere importante avere in tempi rapidi un altro vaccino.

Vaccino Johnson and Johnson, la possibile disponibilità

Nel corso della trasmissione Rai Mezz’ora in più è intervenuto Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria e presidente e amministratore delegato di Janssen.

Dalla sua voce si è appreso che entro la fine dell’anno dovrebbero arrivare 27 milioni di dosi del vaccino Johnson&Johnson in Italia. «Noi - ha detto - contiamo nel secondo trimestre di consegnare alcune dosi e il grosso arriverà poi nel terzo trimestre».

Rispetto a quanti vaccini potranno arrivare tra maggio e giugno, la risposta è chiara: «Questo ancora non lo possiamo sapere. Il Covid è stata una novità per tutti. I vaccini sono stati trovati a tempo di record, la storia bella da raccontare è questa: che siamo riusciti ad avere i vaccini in tempi che non prevedeva nessuno».

Vaccino, l’importanza della vaccinazione spiegata dall’esperto

Sempre nel corso di Mezz’ora in più si registrato si è registrato l’intervento di Alessandro Vespignani, docente di fisica presso la Northeastern University e direttore fondatore del Northeastern Network Science Institute di Boston.

«Raddoppiare il numero di vaccinazioni - ha precisato - vuol dire intanto proteggere un enorme numero di persone dall’avere i sintomi clinici più severi della malattia ed eventualmente limitare il numero dei decessi. Questo vuol dire anche mettere in sicurezza il sistema sanitario che poi è alla base delle nostre scelte. Quando parliamo della tattica, noi le chiusure e le limitazioni vengono fatte perché vogliamo tenere in sicurezza il sistema sanitario».

«Nel momento - ha proseguito - che noi lo proteggiamo attraverso meno malattie severe, ci possiamo permettere molte più cose. Avanzare le vaccinazioni ad un passo molto serrato aiuta non tanto in questo momento a guardare alla famosa immunità di popolazione, ma in qualche modo a proteggere tutte le fasce a rischio in modo di non avere gli ospedali - ingorgati. Questo cambia completamente il nostro approccio».

Parole che, in qualche modo, raccontano in maniera inequivocabile quanto sarà fondamentale mettere in campo le strategie per avere una vaccinazione quanto più rapida possibile. La disponibilità e la distribuzione sono i punti su cui si deve lavorare perchè ciò avvenga.

Avere un altro vaccino a disposizione come Johnson & Johnson sarà un’opportunità in più per andare nella direzione che gli scienziati e la popolazione auspicano.