Vaccino Covid under 12, Galli: «Non è soltanto un fatto di solidarietà sociale»

Vaccino Covid under 12, Galli: «Non è soltanto un fatto di solidarietà sociale»

Il professor Massimo Galli, nel corso della trasmissione Agorà, ha precisato quanto sia importante anche il fattore di protezione per gli stessi bambini

Si attende per il 29 novembre la decisione dell’Ema sul vaccino under 12: dai 5 agli 11 anni. L’ente regolatore europeo si pronuncerà sull’eventuale autorizzazione e poi lo farà anche l’Aifa. Un passaggio che rappresenta un ulteriore step di garanzia della sicurezza. Il professor Massimo Galli, in un intervento nel corso della trasmissione Agorà su Rai 3, si è espresso sul tema.

Vaccino Covid under 12, Galli: «Riluttanza genitoriale non tiene conto del rapporto rischi-benefici»

«Non ci sono - ha precisato - indicazioni che possono far pensare ad una pericolosità del vaccino negli under 12». «Non c’è nemmeno - ha proseguito - un dato che è stato molto enfatizzato come quello della miocardite negli adolescenti che riguarda comunque un numero marginale di casi che, di regola, si manifesta con una modestissima gravità». Parole, quelle dell’infettivologo, che mirano a sottolineare come le evidenze scientifiche garantiscano grande sicurezza dei preparati anche per le fasce più giovani della popolazione.

Attraverso il dibattito sui vaccini si è imparato che, alla base, della somministrazione di un vaccino ci sia il così detto rapporto rischi-benefici. Un principio per il quale ci si interroga se può essere opportuno vaccinare i bambini, considerati quelli che sembrano gli effetti poco importanti del Covid su di loro. Un’idea diffusa nell’immaginario collettivo, ma che non tiene conto di alcuni aspetti legati a dati noti alla scienza.

«Quello che domina - ha precisato Galli - in questo momento è la paura e riluttanza genitoriale che non tiene conto del rapporto rischi-benefici anche individuale. Più si va avanti, più ci si rende conto che questo virus è meglio non prenderselo. Le sue conseguenze, anche se in una minoranza di casi, sono conseguenze tutt’altro che trascurabili».

Covid, i dati degli effetti negli under 19

Gli ultimi dati dell’Iss dicono che, in Italia, si sono contagiati circa 800.000 under 18 e 34 sono morti. A fronte, perciò, di una stragrande maggioranza di giovanissimi che non ha avuto particolari problemi, si contano comunque delle vite spezzate. Una casistica che esiste e che il vaccino punta a scongiurare.

Rispetto al numero dei morti Galli ha spiegato che «è un’enormità rispetto anche a molte altre vaccinazioni che facciamo per prevenire un numero di casi di decessi che sono comunque prevedibile come inferiori a questo numero. E poi ci sono le risultanze a lungo termine dell’infezione che sono sicuramente molto più preoccupanti di quelle che possono essere le risultanze in termini di effetti collaterali e indesiderati del vaccino».

Vaccinazione under 12, Galli: «Fatto che deve essere considerato nella protezione del proprio figlio»

Galli ha sottolineato che più dati vede e più si convince della bontà dell’idea della vaccinazione. E i motivi sono almeno due. «Vaccinando - ha spiegato - le fasce d’età più giovani riduciamo in maniera significativa la circolazione del virus e la possibilità dell’infezione dei più anziani».

Ma non bisogna dimenticare l’altro punto. «Non è - ha precisato - soltanto un fatto di solidarietà sociale, è anche un fatto che deve essere considerato nella protezione del proprio figlio, bisogna che venga capito e capito molto bene».

Il video dell’intervento

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