Autore: Pasquale De Marte

Coronavirus

Vaccino Covid italiano, a che punto è? Palù: «Disponibile non prima di settembre»

Il vaccino Covid Reithera sarebbe una grande risorsa ai fini della possibilità di vaccinare in larga scala ed in tempi rapidi gli italiani.

Il vaccino Reithera contro il Covid ha concluso la fase 1. Quello che, in maniera convenzionale, viene definito il vaccino italiano è un’ulteriore speranza per il Bel Paese. Una potenziale vera luce in fondo al tunnel del coronavirus, dove al momento l’illuminazione determinata dagli altri vaccini è quantomeno intermittente.

I ritardi e la possibilità che l’appuntamento con l’immunità di gregge possa essere posticipato dai problemi noti preoccupano e non poco. Lo sviluppo definitivo del vaccino italiano è, perciò, un orizzonte da guardare con interesse che, di fatto, potrebbe dare autonomia all’Italia.

La buona notizia è che i processi che porteranno alla validazione avanzano. Tuttavia, quella brutta è che, però, ci sarà da attendere prima che il suo uso possa impattare sulla situazione epidemiologica nazionale.

Vaccino Reithera, casa farmaceutica pronta ad un grande sforzo

Reithera, nei giorni, scorsi ha ricevuto 81 milioni da Invitalia ed è ora pronta per i nuovi test. Circa 70 milioni saranno destinate alle attività di ricerca e sviluppo del vaccino, mentre gli altri 11,7 verranno utilizzato per potenziare ed ampliare lo stabilimento di Castelromano. L’obiettivo sarebbe arrivare a dieci milioni di dosi al mese e secondo i primi dati funzionerebbe senza richiamo.

Leggi anche: Vaccino Covid, la conferma di Sileri: «Slitta per gli over 80»

Vaccino Covid, Reithera speranza italiana

Ma quando sarà disponibile il vaccino italiano Reithera? Un quesito a cui ha provveduto a rispondere Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco. «Alcune dosi del vaccino - ha anticipato - potranno essere somministrate da settembre».

Dopo l’estate la produzione italiana potrà, dunque, integrare la disponibilità di vaccini. Anche perché è parere unanime degli scienziati che sarebbe opportuno avere quanti più vaccini brevettati possibili, anche puntando su più alternative.

Negli ultimi giorni, ad esempio, qualcuno, tra cui l’infettivologo Matteo Bassetti ed il governatore del Veneto Luca Zaia, hanno guardato con favore all’ipotesi di utilizzare quelli russo e cinese. A patto che, ovviamente, facciano tutta la trafila funzionale alla loro validazione da parte degli organi preposti.

Quella che, per intendersi, farà e sta facendo il vaccino italiano Reithera. «È appena stata conclusa - ha detto Giorgio Palù - la fase 1, bisognerà fare una fase 2 ed una fase 3. Significa decine di migliaia di soggetti vaccinati e trattati con placebo per verificarne l’efficacia e la sicurezza».

Periodi che scandiranno tempi destinati, come detto, a protrarsi per mesi. «Non sarà magari utile - ha detto il presidente dell’Aifa - in questa fase critica, ma sicuramente. E in più avremo una piattaforma tecnologica e un’impresa italiana che sarà in grado in futuro di darci altri contribuiti».

Secondo Palù risulterà di fondamentale importanza aver creato in casa una realtà autonoma, in grado di «attivare - ha rivelato Palù - tutto un meccanismo che poi ci permetterà di affrontare altre emergenze oltre a questa».

Leggi anche: Covid: -70% di ricoveri e morti grazie agli anticorpi monoclonali