Vaccino Covid ai bambini under 12, perché viene ritenuto importante

In un’intervista al Messaggero ne ha parlato il professor Franco Locatelli, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico

Il vaccino contro il Covid per i bambini. Un fronte ancora aperto, tenuto conto che si attende il via libera per la somministrazione a chi ha meno di dodici anni. A fare chiarezza sulla questione è stato il professor Locatelli.

In un’intervista rilasciata al Messaggero dell’11 agosto 2021, il coordinatore del Comitato Scientifico ha delineato gli orizzonti sulla questione, ponendo all’attenzione anche alcuni numeri che attestano quanto sarebbe importante immunizzare anche i più piccoli.

Vaccino ai bambini, le parole del professor Locatelli sonio chiare

Il professor Franco Locatelli è anche un medico di fama internazionale. Dirige il reparto di Oncoematologia Pediatrica del Bambin Gesù di Roma e si può dire sia una fonte più che autorevole.

La possibilità di somministrare i preparati nei bambini passa, ovviamente, per l’autorizzazione degli enti preposti che valuteranno la presenza di tutti gli standard di sicurezza.

«Ci aspettiamo - ha precisato Locatelli - l’autorizzazione a novembre, sia Pfizer sia Moderna sono già a buon punto. Io ritengo che sia necessario vaccinare anche i più piccoli».

Covid, morti 28 bambini da inizio pandemia

I dati sul Covid raccontano quanto il virus abbia generato gli effetti più devastanti in classi anagrafiche molto lontane da quelle di chi ha meno di dodici anni. Questo, però, non corrisponde ad un rischio zero per quanti dovessero infettarsi ed essere in giovanissima età.

«Mi faccia ricordare - ha dichiarato Locatelli nel corso dell’intervista - che in Italia, da inizio pandemia, sono morti 28 pazienti in età pediatrica. E di questi 13 avevano meno di 10 anni. Così distribuiti: 4 sotto i 3 anni, 4 dai 3 ai 5 anni, 5 dai 6 ai 10 anni».

Settembre è vicino e così anche la riapertura degli istituti scolastici. «Vaccinando i bambini - ha spiegato il professor Locatelli - eviteremo focolai anche nelle scuole elementari e dunque il ricorso alla didattica a distanza. Limiteremo la circolazione del virus e la possibilità che contagino genitori e nonni. Sia la società pediatrica italiana, sia quella americana sono favorevoli alla vaccinazione dei bambini».

Vaccinazione aperte senza prenotazione dai 12 ai 18 anni

L’altra questione molto dibattuta riguarda il rapporto tra i vaccinati ed i nuovi contagi. In qualche occasione rischia di passare sotto traccia un concetto spiegato da Locatelli.

«Oggi - ha chiarito - la maggior parte delle persone ricoverate è non vaccinata o ha ricevuto solo la prima dose». Il professor ha sottolineato come, oggi, gli studi abbiano rivelato che l’immunizzazione porti al 97% di protezione dal rischio di terapia intensiva o decesso.

E, intanto, è stato annunciato che a partire dal 16 agosto i giovani dai 12 ai 18 anni potranno vaccinarsi senza prenotazione. L’obiettivo è arrivare al 60% dei vaccinati prima dell’inizio della scuola. Leggi anche: Covid, cosa accadrà in autunno?