Vaccino Covid Sputnik in Italia ed in Europa? Ecco quando può arrivare

Vaccino Covid Sputnik in Italia ed in Europa? Ecco quando può arrivare

In una fase in cui c’è grande necessità di vaccini si guarda con attenzione alla possibilità che il vaccino russo Sputnik contro il Covid possa arrivare in Italia ed in Europa. Il punto di vista di Ema ed Aifa.

Il vaccino Sputnik è il siero russo, già utilizzato in diversi paesi, come arma contro il Covid. Sono quasi 40 i paesi che hanno scelto di adottarlo, ma prima di avere un via libera a livello europeo occorrerà che da Mosca arrivino dati che l’Agenzia Europea del Farmaco dovrebbe valutare prima di poterlo validare.

In una fase storica in cui gli scienziati fanno capire che il numero di vaccini, inteso anche come candidati arrivati a meta, non è mai abbastanza, l’attenzione sul vaccino Sputnik è particolarmente alta.

A maggior ragione dopo le buone attestazioni ricevute dalla prestigiosa ricerca scientifica Lancet. Il prodotto avrebbe un’efficacia del 92%. Il siero russo è stato il primo ad essere annunciato a livello internazionale e questo aveva fatto sì che dal mondo scientifico arrivassero inviti alla prudenza, visti i tempi brevi con cui era stato messo a punto.

Vaccino Sputnik, il punto di vista dell’Ema

Adesso, però, i tempi sembrano poter diventare maturi affinché si possa concretizzare un utilizzo del vaccino Sputnik in Europa. Ci sarà però da attendere tutti i passaggi necessari affinché gli enti regolatori arrivino ad attestarne la sicurezza. A riprova del fatto che i vaccini che arrivano ad essere somministrati sul suolo italiano ed europeo garantiscano elevati standard di attenzione prima di arrivare ai cittadini.

Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell’Ema, è stato chiaro ai microfoni dell’Adnkronos: «Abbiamo bisogno di fare quel che facciamo con tutti i vaccini: che l’azienda ci sottoponga tutti i dati e noi li valuteremo». L’Ema, come è noto, è l’ Agenzia europea per i medicinali.

Vaccino Sputnik in Italia? La voce dell’Aifa

A fare il punto della situazione sulla questione vaccini è stato Nicola Magrini (direttore dell’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco), in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera del 28 febbraio. Tra i passaggi avuti c’è stato un approfondimento relativo al vaccino Sputnik

«Sulla rivista Lancet - ha evidenziato - sono stati pubblicati risultati molto interessanti cui si è aggiunto il parere positivo e isolato di un gruppo dello Spallanzani, che di fatto però non aggiunge nulla, anzi crea qualche dissonanza. Sputnik andrà approvato e soprattutto validato con una visita ispettiva sulla qualità di produzione dall’Ema. I contatti sono stati avviati, ma il dossier per la registrazione non è ancora stato consegnato».

Sputnik in Europa? C’è una data orientativa

«In base allo studio - ha precisato - su Lancet è un preparato che potremmo definire ottimo, nuovo e intelligente, con risultati di efficacia eccellenti. Altrettanto non è per quanto riguarda la trasparenza di accesso ai dati che deve essere completa. Le autorità regolatorie inoltre richiedono una documentazione aggiuntiva sulla qualità e sulla sicurezza. Solo dopo aver avuto tutte queste prove di affidabilità l’Ue darà il via libera e così anche noi»

«Essendo il loro - ha spiegato Cavaleri (Ema) sempre all’Adnkronos - anche un sito di produzione extra europeo, dovremo verificare che il vaccino venga prodotto secondo gli standard europei e a quel punto potremmo essere in grado di concludere, può anche essere ad aprile o maggio».

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