Vaccino AstraZeneca sospeso, Crisanti: «Più che allarmare, dovrebbe rassicurare»

Vaccino AstraZeneca sospeso, Crisanti: «Più che allarmare, dovrebbe rassicurare»

Vaccino AstraZeneca sospeso in Italia in attesa di pronunciamenti dell’Ema, ma il professor Andrea Crisanti spiega perché procedure tempestive di questo tipo debbano essere lette come una forma ulteriore di tutela.

Vaccino AstraZeneca sospeso in Italia in via precauzionale. È la stretta sintesi del comunicato numero 637 apparso sul sito dell’Aifa, l’Agenza italiana del farmaco. Una comunicazione ufficiale che alimenta ancora di più il dibattito attorno alla questione, già salita agli onori delle cronache da qualche giorno.

Ai microfoni di Mattino 5 a offrire il suo punto di vista della situazione è stato il professor Andrea Crisanti, virologo dell’Università di Padova.

Vaccino AstraZeneca sospeso in Italia: la comunicazione dell’Ema

L’Aifa ha scelto di sospendere in tutto il territorio nazionale l’utilizzo del vaccino AstraZeneca contro il Covid 19. Una scelta che, come si può leggere nella nota apparsa sul sito ufficiale, viene definita come fatta «in via del tutto precauzionale e temporanea» e assunta "in attesa dei pronunciamenti dell’Ema".

Una disposizione che, dunque, va letta al momento nel modo giusto, ossia come quella che porta ad intraprendere la direzione della prudenza e della trasparenza. Non a caso è stato segnalato che siano in corso «ulteriori approfondimenti» e gli enti regolatori si occuperanno della valutazione congiunta di quelli che sono stati gli eventi segnalati in correlazione temporale con la vaccinazione.

Crisanti su AstraZeneca spiega perché la procedura dovrebbe rassicurare

Notizie di questo tipo, se non approfondite nella loro essenza, rischiano di alimentare allarmismo, soprattutto in relazione al fatto che tante persone sono già state vaccinate con AstraZeneca e, in futuro e qualora dovesse esserci un nuovo via libera, altre dovrebbero riceverne la somministrazione.

Per capire cosa è accaduto, meglio affidarsi perciò alla scienza. «Ne sappiamo - ha detto Andrea Crisanti a Mattino 5 - più o meno quanto gli ascoltatori. L’unica cosa che sappiamo è che ci sono stati dei casi di complicazioni febbrili, spossatezza, diffuse. Ci sono stati dei casi di decesso sospetto. A questo punto la pratica normale che tutela tutti quanti è: ci fermiamo un attimo per capire cosa è successo e rivedere se c’è stato qualche problema».

Uno stop che, dunque, mira a fugare eventuali dubbi, ma che soprattutto può rappresentare un fatto concreto che certifica il fatto che saranno fatte ulteriori valutazioni a garanzia di chi un domani potrebbe essere candidato a riceverlo.

Anche se potrebbe non essere facile per tutti ritrovare fiducia nel preparato di AstraZeneca, proprio per questo Crisanti ha inteso mettere in luce un aspetto che spiega perché semmai il passaggio che si sta vivendo potrebbe rappresentare un’occasione di tangibile tutela ulteriore.

«Più che allarmare - ha evidenziato lo scienziato - dovrebbe rassicurare che esistono delle procedure di questo tipo tempestive. Adesso penso che la cosa più importante sia arrivare a capire che è successo, in modo trasparente e tempestivo».

«In caso di sospetto - ha proseguito - penso che debba valere il principio di precauzione. Anche se poi, a posteriori, si dovesse dimostrare che non era necessario farlo, in ogni caso penso che il principio di precauzione è a tutela di tutti quanti».