Vaccini funzionano contro le varianti Covid? Parla la virologa Ilaria Capua

Vaccini funzionano contro le varianti Covid? Parla la virologa Ilaria Capua

La professoressa dell’Università della Florida ne ha parlato nel corso della trasmissione DiMartedì, in onda su La7

Le varianti sono resistenti al vaccino? I nuovi ceppi del virus devono preoccupare? Sono più o meno questi gli interrogativi che ci si pone nel momento in cui la vaccinazione inizia a viaggiare più veloce.

Ci vorranno ancora settimane e forse mesi affinché l’Italia arrivi ad un livello di immunizzati tra la popolazione tale da mettersi alle spalle quantomeno la parte più tangibile del problema Covid, ossia morti, ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva.

E dopo? Tanti scienziati dicono che non sarà comunque finita. Ma quanto il problema sarà della scienza nel monitoraggio della situazione e quanto dei cittadini nel quotidiano?

Molto dipenderà dalle cosiddette varianti. Il virus muta e muterà ancora e il rischio peggiore è che possano emergere varianti resistenti al vaccino. È come se la struttura virale acquisisse una conformazione tale da spiazzare i preparati immunizzanti.

Nuove varianti Covid e vaccini: quello che si sa

Non pare, però, essere questo il momento dell’allarmismo. La deduzione arriva da quelle che sono state le parole della professoressa dell’Università della Florida Ilaria Capua, ospite della trasmissione DiMartedì.

«Ad oggi - ha spiegato - ribadisco quello che sappiamo è che i vaccini che ci sono e sono registrati in Europa e negli Stati Uniti proteggono contro le varianti». «Riducono - ha evidenziato - la trasmissione dell’infezione e i casi gravi, anche nei confronti delle varianti».

Parole di tranquillità, ma che non devono far abbassare la guardia. «Le varianti - ha spiegato la virologa - mentre noi siamo a chiacchierare e mentre noi facciamo un assembramento sì e uno no, fanno il loro lavoro. Le varianti che sono più galoppatrici come la variante inglese stanno soppiantando le altre varianti».

Varianti, la situazione reta da seguire

«Negli Stati Uniti - ha spiegato - è molto chiaro come la variante inglese si stia sostituendo a tutte le altre varianti. È come se ci fossero due corse parallele: una corsa di questa variante che aumenta sempre di più la sua presenza e diventa dominante, le altre che sono tante mano mano diminuiscono».

«Ci sono - ha proseguito la scienziata - delle dinamiche di infezione che devono essere seguite, ma che ad oggi non devono preoccupare». Sulla base di quelle che sono le parole della professoressa Ilaria Capua si può dire che, al momento, la vaccinazione resta lo strumento più efficace per scongiurare il peggio nel prossimo futuro.

Rispetto alla necessità di seguire le evoluzione e le emersione di eventuali varianti, il pensiero pare accordarsi a quello di altri scienziati che da tempo segnalano la necessità che, una volta completata l’immunizzazione (e si augura il più presto possibile) di quanti lo vorranno, dovrà comunque esserci un’attività di monitoraggio che possa contribuire a tenere sotto controllo la situazione.