Autore: Redazione

Italia - Stati Uniti - Università

11
Set

Università, conviene ancora laurearsi? Ecco il costo-opportunità di una laurea nell’era della crisi

Qual’è il costo-opportunità di una laurea? In piena recessione ha ancora senso spendere tempo e denaro per laurearsi? Forse sì. Ecco gli ultimi dati sulle Università.

E’ un domanda che ormai si fanno in tanti: conviene ancora laurearsi? La fatica, il tempo e i soldi spesi per frequentare l’università sono davvero ripagate con condizioni lavorative migliori?

Nell’era della crisi, con la disoccupazione alle stelle soprattutto giovanile, a prima vista sembra che diplomati e laureati viaggino sulla stessa barca quella della rassegnazione a condizioni di lavoro al ribasso. Ma secondo uno studio del Liberty Street Economics, il blog della Federal Reserve di New York, la laurea ad oggi, ha molto più valore di 30 anni fa.

Valore della laurea in Usa
Il Liberty Street Economics, da buon blog economico, ha scritto un rapporto sui college statunitensi considerando la laurea come un vero e proprio investimento. E sottolineando come, a smentire le tesi del tramonto dei college, la laurea ad oggi valga molto più che 30 anni fa. Nonostante la crisi economica degli anni 2000 infatti, la laurea ottenuta presso un college statunitense è passata da valere 80mila dollari a 300mila dollari.

Ma come tutti gli investimenti, per fruttare al meglio, deve essere gestito con cura. Per ottenere il massimo da un diploma di laurea, secondo il blog della Fed, devono coesistere alcune condizioni: aver concluso il corso di laurea nei tempi previsti, tenere sotto controllo il rischio default nei risarcimenti di prestiti da quasi 30mila dollari a studente, non illudersi che basti ottenere una laurea per trovare lavoro.

E in Italia?
Una laurea negli Usa vale circa 300mila dollari, e in Italia? Per farsi un’idea della situazione delle università italiane e sul costo-opportunità di frequentare un corso di laurea possiamo affidarci ai dati di Almalaurea, dell’Istat e dell’Ocse.

In Italia, nonostante il XVI Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati sottolinei molte criticità sulla situazione lavorativa dei giovani, conviene ancora iscriversi all’università e ottenere «il pezzo di carta». Secondo l’Istat infatti, la condizione lavorativa e retributiva dei laureati si conferma migliore rispetto a quella dei diplomati. In particolare si evidenzia: un tasso di occupazione superiore del 13% e uno stipendio più alto del 48% nella fascia dai 25 ai 64 anni.

La laurea non assicura i giovani contro la crisi, ma può essere un’arma di difesa. Secondo i dati Almalaurea, tra il 2007 e il 2013, il differenziale tra il tasso di disoccupazione di neolaureati e neodiplomati è cresciuto dal 2,6% all’11,9%.

Quanto conta laurearsi in tempo
Portare a termine un corso di laurea costa, e costa molto di più per ogni anno di ritardo sul conseguimento del titolo. Laurearsi fuori corso ha un doppio svantaggio: da una parte i costi maggiori per tasse, libri e affitto; e dall’altra comporta uno stipendio minore rispetto ai colleghi che hanno terminato l’università in tempo.

In Italia, secondo Almalaurea, una delle informazioni più importanti per un datore di lavoro in un curriculum sono proprio i tempi di completamento degli studi: una laurea nei tempi esatti viene valutata molto di più rispetto a quelle ottenute in tempi lunghi.