Ultime reddito di cittadinanza: l’obiettivo pare essere migliorarlo

Ciò che non ha convinto è stata soprattutto la parte sulle politiche attive per il lavoro, ma l’analisi della situazione sarà a 360 gradi

Ci saranno delle modifiche al reddito di cittadinanza? È una domanda che ricorre, se si considera che al momento il tema è diventato oggetto di discussione. A maggior ragione in una fase in cui al governo c’è una maggioranza che è espressione di punti di vista eterogenei sulla questione.

Reddito di cittadinanza, si parte da parole di Draghi

Di base si parte dal pensiero espresso da Mario Draghi nei giorni scorsi. «È troppo presto - ha spiegato il premier - per dire se verrà ridisegnato, se verrà riformato, come cambierà la platea dei beneficiari. Quello che però vorrei dire è che il concetto alla base del reddito di cittadinanza io lo condivido in pieno».

Attorno a questa dichiarazione possono annidarsi diverse interpretazioni. Tuttavia, appare probabile che l’idea espressa da Draghi trovi radici in quella che è una situazione abbastanza chiara in altri paesi Ue.

In molti paesi esiste una misura simile che coniughi la capacità di sostenere le persone senza lavoro e le instradi in un percorso, anche di formazione, che le porti verso un (nuovo) inserimento nel mondo del lavoro.

E, se appare oggettivo che in una fase di grandi difficoltà determinate dalla pandemia il Reddito di cittadinanza, unitamente ad altre misure, sia stato un sussidio determinante nel sostentamento delle persone in difficoltà, le riserve delle parti più critiche riguarda la parte delle politiche attive sul lavoro.

Reddito di cittadinanza, politiche attive sul lavoro da migliorare

Enrico Carraro, presidente di Confindustria Veneto, è stato interpellato sulla questione da La Stampa nell’edizione del 10 agosto 2021. «Uno strumento di sostegno - ha precisato - a chi è in difficoltà è necessario, ma deve essere limitato nel tempo. Non hanno funzionato i navigator e i percorsi di inserimento nel mondo del lavoro. Per questo vanno coinvolte agenzie private e vanno finanziati fondi interprofessionali».

Sia da alcune parti politiche che da figure istituzionali arrivano dunque esposizioni di criticità precise sul reddito di cittadinanza, riguardanti le politiche attive sul lavoro. Stando alle notizie emerse, tuttavia, c’è un Comitato di tecnici all’opera per valutare il Reddito di Cittadinanza. Dall’analisi degli specialisti potrebbe emergere qualche notazione che entro la fine di settembre potrebbe dare qualche nuovo indirizzo al governo.

Reddito di cittadinanza, all’orizzonte ipotesi modifiche per migliorarlo

Le modifiche al reddito di cittadinanza potrebbero arrivare con la legge di Stabilità del 2022. L’obiettivo è renderlo più efficiente nel sostegno, ad esempio, alle famiglie più numerose e andare a rivedere la parte delle politiche attive sul lavoro, ricordando però come non è facile far passare come banco di prova adeguato un periodo contrassegnato da un anno e mezzo di pandemia. Le prossime settimane saranno dunque importanti per capire quale direzione si prenderà.