Ultime guerra in Ucraina, le parole di Lavrov su Kiev e le novità sul grano

Ultime guerra in Ucraina, le parole di Lavrov su Kiev e le novità sul grano

Il ministro degli Esteri russo ha parlato di «regime inaccettaible», mentre si avvicina il primo export di grano dall’inizio delle ostilità

«Denazificare l’Ucraina». Era uno degli obiettivi che la Russia aveva pubblicamente dichiarato dopo l’inizio della sua «operazione militare speciale». Quasi mai è arrivata la dichiarata volontà di spodestare Zelensky, ma spesso si è avuta la sensazione che la si indicasse utilizzando altre parole. Sergej Lavrov, proprio nelle ultime ore, è tornato sull’attuale Governo ucraino.

Per Lavrov a Kiev c’è «un regime inaccettabile»

Il ministro degli Esteri russo ha parlato di «un regime inaccettabile» attualmente al timone del Paese. Ha, inoltre, manifestato a chiare lettere l’intenzione russa di essere al fianco di quei cittadini ucraini che vorranno sbarazzarsene. Una guida che, secondo la Russia, è per l’Ucraina qualcosa di «antipopolare» e «anti-storico».

Con le parole di Lavrov è emerso che la Russia è pronta a schierarsi al fianco del popolo ucraino per riuscire a sbarazzarsi del regime attualmente in carica a Kiev. Dichiarazioni che, ovviamente, provengono dal fronte russo, da dove spesso si è avuta una narrazione sostanzialmente diversa rispetto a quella avuta in Occidente.

La resistenza ucraina, tra l’altro, è stata un fattore chiave nel rendere la vita molto difficile alla Russia sin dal momento dell’invasione. Circostanze che segnalano come, più che ciò che viene definito «regime» da Mosca, la priorità ucraina sia difendere i propri confini da coloro che definiscono invasori.

Guerra in Ucraina: riparte l’export del grano

C’è, invece, una data da segnare in rosso ed è quella del 27 luglio. Sarà quella in cui, per la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina, partiranno le esportazioni di grano. Avverrà dal porto di Chornomorsk che farà da apripista nella nuova apertura delle rotte commerciali. Seguiranno anche le infrastrutture di Pivdennyi e Odessa.

Questa svolta, finalizzata a scongiurare una possibile crisi alimentare globale, è frutto dell’intesa che Russia ed Ucraina hanno firmato lo scorso 22 luglio. Un punto di incontro trovato grazie alla mediazione dell’Onu e della Turchia. Un fronte che, tra l’altro, su cui erano emerse preoccupazioni, dopo gli attacchi su Odessa da parte della Russia.

Mosca ha, però, assicurato che ogni azione è stata rivolta ad infrastrutture militari. Nella serata di ieri i missili russi hanno colpito Zaporizhzhia. L’Ucraina fa sapere che nonostante i proclami di Mosca, le proprie forze starebbero ottenendo successi nei tentativi di liberazione del Sud. Evoluzioni quotidiane di una guerra che dà l’impressione di poter durare ancora a lungo.