Cosa servirebbe per la fine della guerra in Ucraina prima dell’inverno secondo Zelensky

Cosa servirebbe per la fine della guerra in Ucraina prima dell'inverno secondo Zelensky

Il presidente ucraino ritiene che il protrarsi della guerra verso l’inverno sarebbe uno scenario favorevole ai russi

Meglio di più adesso, che un po’ alla volta. É sostanzialmente quello che fa intendere Volodymyr Zelensky quando torna a chiedere forniture di armi all’Occidente, per evitare che la guerra in Ucraina arrivi fino all’inverno.

Guerra in Ucraina, il rischio che duri fino in inverno

Uno scenario logorante e che, secondo il leader di Kiev, alla lunga potrebbe favorire la Russia nell’ambito della contesa. La richiesta è indirizzata soprattutto agli Stati Uniti che, fino ad ora, hanno sostenuto in maniera concreta lo sforzo militare ucraino.

Zelensky ha sottolineato come, pur essendo in estate, si viaggi a passo spedito verso la stagione più fredda. Una fase in cui si andrebbe incontro a temperature rigide e verosimilmente a condizioni climatiche difficili, con circostanze che potrebbero essere più congeniali all’azione russa, o almeno nell’analisi del presidente ucraino.

Per Zelensky è meglio intensificare ora il sostegno

Secondo Zelensky sarebbe, dunque, «molto meglio più sostegno ora», che non dopo che la Russia avrà consolidato i suoi traguardi ottenuti sul territorio ucraino. Anche perché da parte di Kiev è già emersa la ferma intenzione di non offrire alcuna concessione in un’ipotetica mediazione rispetto ad un possibile nuovo disegno dei confini nazionali.

Nell’ambito della guerra, l’Ucraina sta traendo benefici soprattutto dalla fornitura di missili a lungo raggio provenienti dagli Usa. Si tratta dei cosiddetti Himars, per i quali gli Usa hanno già assicurato l’invio di nuove forniture. La Russia, tra l’altro, ha fatto richiesta affinché il Consiglio di Sicurezza dell’Onu imponga l’embargo sulle armi all’Ucraina.

Perché i missili a lungo raggio sono così importanti

Si sarebbe trattato delle armi con cui, proprio il 27 luglio, le forze ucraine hanno colpito un’infrastruttura strategica a Kherson. Si è trattato del ponte Antonovskiy che, in questa fase di guerra, ha rappresentato una via di collegamento essenziale per lo spostamento delle truppe russe e per l’organizzazione di tutte le attività di sostegno.

Circostanza che, riallacciandosi alle richieste di Zelensky, evidenziano come l’Ucraina auspichi di avere dagli Stati Uniti soprattutto armi a lungo raggio. Lo richiede un contesto bellico che già molti osservatori hanno definito come divenuto una vera e propria «guerra di artiglieria».

Accordo su grano, si attende la partenza dei primi export

Nel frattempo sul piano negoziale l’unico passo in avanti ha riguardato lo sblocco delle esportazioni di grano. L’accordo tra la Russia e l’Ucraina, con la supervisione di Turchia e Onu, ha fatto tornare al lavoro i tre porti del Mar Nero che fanno parte delle rotte commerciali.

Una situazione a cui la comunità internazionale guarda con attenzione, considerata la necessità di scongiurare una crisi alimentare determinata dallo stop del grano nei porti ucraini.