Autore: B.A

Coronavirus

Test sierologici in partenza nel Lazio, per medici e forze dell’ordine

In partenza nella Regione Lazio i test sierologici per alcune delle categorie in prima linea

I test sierologici partiranno a maggio, questa la tanto attesa notizia proveniente dalla Regione Lazio. Si tratta dei test utili ad individuare gli anticorpi al coronavirus. Test che serviranno per riuscire a delineare la reale diffusione del contagio da Covid-19. I test sierologici della Regione Lazio partiranno su un campione di persone che sono in prima linea in questa delicata fase di emergenza del Paese. Ecco di cosa si tratta e cosa c’è da sapere.

Test su 300mila persone

Da maggio inizieranno i test sierologici sul campione di popolazione che la Regione Lazio ha individuato per mappare la diffusione del coronavirus e per individuare eventualmente gli anticorpi. Il campione scelto è di circa 300mila persone, tra personale sanitario come medici, infermieri, operatori socio sanitari e simili, e tra il personale delle Forze dell’Ordine. Oltre al via dei test, viene confermato che per la seconda metà di maggio, i risultati di questi test verranno resi noti. Continuano le iniziative di contrasto alla diffusione di questa pandemia, e il Lazio si dimostra in prima fila in questa battaglia che riguarda il Mondo intero.

"Per il 20 maggio avremo alcune indicazioni in termini percentuali sulla circolazione del coronavirus”, queste le parole utilizzate dall’assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, che ha annunciato il via dell’iniziativa. «La gara per l’acquisizione dei kit è terminata ieri, gli uffici della centrale acquisiti stanno predisponendo gli atti per aggiudicazione della gara ed è stato già dato mandato alle singole Asl e aziende ospedaliere di presentarci piano per il prelievo venoso a tutti operatori servizio sanitario», questo ciò che ha anticipato l’assessore nel presentare l’iniziativa.

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Operazione già avviata

Sarà la Regione, sul proprio portale ufficiale a mettere in rete l’elenco dei laboratori privati autorizzati a effettuare i test. Infatti D’Amato ha dichiarato che, “i laboratori che saranno autorizzati o hanno questi standard qualitativi la prossima settimana verranno resi pubblici attraverso la pubblicazione su sito regione suddivisi Asl per Asl". Una cosa che occorre ricordare è che il test sierologico non è il famoso tampone.

Il tampone serve per individuare la presenza del coronavirus all’interno delle mucose respiratorie, i test sierologici servono ad individuare tutte quelle persone che sono entrate in contatto con il virus. In pratica, con il tampone, si individua una infezione in corso, con il test sierologico invece si va a individuare la storia della malattia in un organismo.

Uno strumento, questo test sierologico, di importanza capitale, perché atto ad individuare gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario della persona a cui viene fatto, e la risposta di quel soggetto al virus. Con questi test si riuscirà a scoprire quante persone hanno avuto a che fare con il coronavirus, e magari non se ne sono nemmeno accorti perché hanno avuto sintomi lievi o nessun sintomo. Per esempio, la scienza sottolinea come gli anticorpi che un organismo produce in caso di contagio e infezione, permangono nel sangue per diverso tempo, anche se la malattia è stata contrattata da tempo.