Terza dose vaccino Covid per tutti? Palù (Aifa) spiega da cosa dipenderà

Terza dose vaccino Covid per tutti? Palù (Aifa) spiega da cosa dipenderà

L’ipotesi di un richiamo per tutti sarà valutata sulla base di diverse evidenze

È già stato disposto un cronoprogramma rispetto alle categorie specifiche per le quali è già stato stabilito che dovrà essere somministrata le terza dose di vaccino contro il Covid. Si attende, invece, di capire quale sarà l’orientamento relativo ad una nuova inoculazione, dopo il completamento del primo ciclo vaccinale, per tutta la popolazione. In un’intervista al Corriere della Sera del 26 settembre ha fatto chiarezza su diversi aspetti il presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco e membro del Comitato Tecnico Scientifico, il professor Giorgio Palù

Terza dose vaccino Covid, il richiamo non sarebbe una procedura nuova

L’eventuale scelta di adottare un nuovo richiamo generale dopo il completamento della campagna vaccinale non sarebbe una procedura atipica. «La maggior parte dei vaccini obbligatori e raccomandati - ha spiegato Palù - sono somministrati in tre dosi: la prima nei primi mesi o anni di vita, la seconda dopo un mese dalla prima dose e la terza a distanza di sei mesi. Per poliomielite, difterite-tetano-pertosse sono previste quattro dosi, per morbillo, parotite e rosolia due dosi, per l’influenza il vaccino è stagionale».

Ci sarà una terza dose del vaccino Covid per tutti? I fattori da cui dipende la risposta

Il concetto di richiamo non rappresenta, dunque, nulla di atipico. Tuttavia, per capire se sarà davvero necessaria una terza dose per tutti bisognerà valutare quello che sarà l’andamento della situazione epidemiologica nel futuro prossimo. «Dipenderà - ha chiarito Palù - dall’andamento della curva epidemica nel Paese, dalla circolazione globale del virus e dalla durata dell’immunità sia naturale sia artificialmente acquisita con la vaccinazione nei vari strati di popolazione».

I vaccini stanno indiscutibilmente mostrando sul campo grande capacità di arginare gli effetti più gravi del Covid, soprattutto in relazione allo sviluppo delle forme gravi e della conseguente necessità di ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e morti. L’ipotesi di una terza dose, oltre che per i fragili, è il frutto dell’ipotesi che nel medio periodo la protezione garantita dai preparati possa in qualche modo abbassarsi.

Covid arginato grazie ai vaccini e alla scienza

Proprio su questo punto c’è una considerazione del professor Giorgio Palù. «Gli studi sul campo - ha spiegato il presidente dell’Aifa - stanno dimostrando che, dopo circa sei mesi, si assiste a un certo calo della risposta anticorpale e alla possibilità di infettarsi; ricordo però che gli attuali vaccini, allestiti contro un virus in circolazione ormai da due anni, sono ancora efficacissimi nel proteggerci dal Covid grave e dall’evento letale».

Occorrerà, dunque, attendere l’evoluzione delle cose per capire quali evidenze la scienza coglierà per stabilire se sarà, eventualmente, necessaria una terza dose. E ragionevolmente non resta che fidarsi della scienza, tenuto conto che oggi se la pandemia fa un po’ meno paura è per l’effetto di vaccini creati in pochissimi tempo e che l’eventuale strategia dei richiami è una pratica già utilizzata (con successo) nella storia della medicina.