Terza dose vaccino Covid, cosa ha detto Sileri

Il sottosegretario del Ministero della Salute è intervenuto ai microfoni di Radio Capital

La terza dose del vaccino anti-Covid è una prospettiva concreta per tutti. Lo ha fatto capire il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri che, intervenendo ai microfoni di Breakfast Club su Radio Capital, ha offerto un chiarimento su alcune questioni.

Vaccino Johnson&Johnson e richiamo, le parole di Sileri

Uno dei temi è stata la questione richiamo per il vaccino Johnson&Johnson. Si tratta del preparato a vettore virale che, a differenza degli altri, prevedeva una sola dose per completare il ciclo vaccinale. Gli è stato chiesto, in particolare, di quando una persona di 55 anni dovrà fare il richiamo, in attesa ovviamente dei pronunciamenti ufficiali.

«A sei mesi dalla dose in base all’età e alla comorbilità - ha spiegato Sileri - si procederà ad una vaccinazione eterologa, con i vaccini a mRna (Moderna o Pfizer). Aspettiamo anche le indicazioni che verranno dagli enti regolatori in maniera completa, però è chiaro che sarà necessario un richiamo per chi ha fatto Johnson&Johnson ovviamente in tempi molto brevi».

Terza dose vaccino Covid, Sileri: «Lo scenario sta mutando»

Tuttavia, l’ipotesi di richiamo e dunque di terza dose per chi ha ricevuto gli altri vaccini è concreta. «Lo scenario - ha evidenziato Sileri - sta mutando». La macchina organizzativa è già stata predisposta affinché sia pronta nel momento in cui la necessità si farà concreta. «Noi - ha rivelato Sileri - abbiamo già impostato l’utilizzo delle terze dosi, al di là del Johnson & Johnson. Lo abbiamo fatto preventivamente e credo questa sia una strategia vincente. Verosimilmente una terza dose sarà necessaria per tutti».

E sulle tempistiche relative alla terza dose per tutti: «Se - ha anticipato Sileri - iniziano dei contagi, a dire il vero al momento non è così ma insomma si tratta di casi sporadici, in coloro che hanno fatto i vaccini otto-nove-dieci mesi fa, è chiaro che entro l’anno si procederà. Ora già sappiamo del personale sanitario e over 60, meglio ancora over 80. Anzi, prima la fanno e meglio è. Poi da gennaio il resto della popolazione. Verrà scaglionato secondo quando hai fatto la prima e la seconda dose».

Occorrerà che a pronunciarsi siano ovviamente gli enti regolatori. «L’Aifa - ha spiegato Sileri - può accelerare questo percorso, ma è auspicabile una scelta condivisa. In Europa ci sono dei paesi nei quali vi è un boom di contagi e questo, sebbene si possa pensare siano relativamente lontani, in effetti non è così. Laddove vi è un’esplosione di contagi è più alta la chance che possano generarsi varianti. Una scelta comunitaria che possa rendere omogenea la circolazione del virus in Europa è auspicabile».

Vaccino ai bambini, prima ok degli enti regolatori

L’altra questione è quella relativa alla possibilità di vaccinare i bambini tra i 5 e gli 11 anni. «Dipenderà - ha aggiunto il sottosegretario - dagli enti regolatori. Nel momento in cui l’ente regolatorio darà l’ok sarà disponibile in Europa e quindi contestualmente in Italia la vaccinazione per i soggetti più giovani».

«Io - ha ammesso il sottosegretario - ho un figlio di poco più di 2 anni e uno di circa cinque mesi e se ci fosse un vaccino disponibile non avrei dubbi nel farlo».