Terza dose vaccino Covid, ci sarà e quando? Le parole del Direttore Generale dell’AIFA

In Israele si è già iniziato, altri paesi come il Regno Unito si organizzano per essere pronti ad un’eventuale via libera. Il punto della situazione in Italia

La terza dose del vaccino contro il Covid è diventata un’ipotesi per il futuro prossimo praticamente sin da subito. Diversi esperti si sono espressi come possibilisti rispetto all’eventualità di dover effettuare un richiamo a distanza di mesi dal completamento del ciclo vaccinale.

Una prassi che riguarda anche altre immunizzazioni come, ad esempio, quella contro l’influenza. Semplificando il discorso si può dire che una soluzione di questo tipo è funzionale a innalzare nuovamente gli anticorpi nel momento in cui essi dovessero tendere ad abbassarsi.

Terza dose vaccino Covid, in Israele si è già partiti

In Israele si è addirittura già partiti con gli over 60, mentre nel resto del mondo si attende un via libera da parte dei propri enti regolatori. Altri paesi come nel Regno Unito, invece, hanno iniziato a predisporre la macchina organizzativa per farsi trovare subito pronti all’eventuale necessità di somministrare un richiamo dopo le due dosi.

Diventa, perciò, molto interessante estrapolare alcuni concetti espressi dal direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini, intervistato dal Corriere della Sera nell’edizione dell’8 agosto 2021. Rispetto, ad esempio, alla scelta del paese mediorientale ha parlato di «eccesso di prudenza».

Un’idea cui ha aggiunto la notazione secondo cui «la risposta immunitaria dura dai 9 ai 12 mesi e che anche i grandi anziani la raggiungono e la mantengono nel tempo». «Inoltre, non ci sono - ha aggiunto - dati che ci fanno preoccupare per mancata protezione, anzi».

Vaccino Covid e richiamo ogni anno, ipotesi verosimile

I range temporali indicati ovviamente lasciano spazio alla possibilità concreta che una terza dose serva. E, in un altro passaggio, quando gli si è chiesto ogni quanto potrebbe essere necessario fare l’Anticovid ha precisato: «Verosimilmente ogni anno, ma sarà una decisione collegiale da prendere nei prossimi mesi».

«Un richiamo anticipato - ha proseguito - non sarà per tutti, solo per gli immunodepressi come trapiantati, pazienti oncologici o coloro che fanno specifiche terapie immunosoppressive che è stato dimostrato beneficiano di una terza dose per raggiungere una buona immunità».

Magrini ha evidenziato come le persone al di fuori delle categorie citate possono convivere con la tranquillità di chi ha al momento «un’eccellente protezione».

Terza dose e richiamo, occhio ai termini

Occorre, naturalmente, precisare che con terza dose si indica il richiamo dopo aver completato il ciclo vaccinale per quasi tutti i vaccini, tranne Johnson&Johnson, è fatto di due inoculazioni distanziate.

Quindi potrebbe essere più opportuno di richiamo, anche per la possibilità che nel tempo e negli anni possa esserci la necessità di rinnovare l’immunizzazione.

Lo si evince da un altro passaggio dell’intervista di Nicola Magrini in cui si sottolinea che con questo virus bisognerà convivere a lungo, seppur sapendo che oggi la crescita dei contagi non equivale ai dati sui ricoveri del passato. E proprio per questo puntare sui vaccini resta la strategia più efficace.

C’è da attendere dunque per un’eventuale decisione sulla terza dose, ma oggi c’è la consapevolezza che da un lato le immunizzazioni ricevute assicurano un livello protettivo adeguato e dall’altro è ragionevole credere che un richiamo possa esserci, magari anche rinnovato negli anni.