Terza dose vaccino Covid, Palù: «Abbiamo individuato gli over 60 come persone che dovrebbero ricevere il booster»

Il professor Giorgio Palù, presidente dell’Aifa e membro del Cts. ha parlato del tema in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera

«È giusto considerare la somministrazione della terza dose di richiamo, detta “booster”, anche per le fasce di popolazione attualmente non indicate come prioritarie per età». Lo ha dichiarato, in un’intervista al Corriere della Sera del 23 ottobre, il professor Giorgio Palù.

Il presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), nonché componente del Comitato Tecnico Scientifico, ha delineato quelle che potrebbero essere le prospettive in relazione alla somministrazione del cosìddetto richiamo.

Terza dose del vaccino Covid, Palù spiega gli scenari

«Dopo immunodepressi, per i quali è prevista una terza dose aggiuntiva a un mese di distanza dalla seconda, ospiti delle Rsa, over 80 e operatori sanitari, abbiamo individuato» - ha spiegato il virologo - «gli over 60 come persone che dovrebbero ricevere il booster almeno sei mesi dopo aver ricevuto le prime due dosi, anche in associazione con il vaccino anti-influenza stagionale. Questo permette di rafforzare la risposta immunitaria anti-Sars-CoV-2 che, si è visto, tende a scendere nel tempo dopo il ciclo primario».

Terza dose, come si potrebbe procedere

La terza dose, come immaginato, avrà presto un’estensione. Oltre agli over 60, però, le evidenze potrebbero indicare ulteriori somministrazioni in altre fasce d’età. «Penso che man mano che la campagna vaccinale andrà avanti, sarà opportuno indicare il richiamo agli over 50, successivamente agli over 40 e così via fino ai ventenni» ha dichiarato il presidente dell’Aifa

Palù ha precisato che un’eventualità di questo genere si concretizzerebbe avendo come presupposto quelli che saranno i risultati derivanti dagli studi pubblicati e da quelli in corso di pubblicazione. In sostanza, come è sempre accaduto, saranno le evidenze scientifiche a dettare la linea.

Attenzione concentrata sugli ultra sessantenni

Dalle parole del presidente dell’Aifa è comunque emerso come ad oggi ci sia un particolare occhio di riguardo verso precise categorie. «Per il momento - ha spiegato - l’attenzione si è concentrata sugli ultra sessantenni perché tra i 60 e 70 anni il rischio di un evento fatale se si contrae il Covid è dell’1,8-2% e sale fino al 18-20% nei decenni successivi soprattutto in presenza di comorbosità come malattie respiratorie, cardiovascolari, diabete, obesità».

L’obiettivo è garantire protezione dal Covid attraverso la copertura vaccinale. Ciò che si è imparato in questi mesi, in base alle varie dichiarazioni degli scienziati, è che questa resta, ma cala dopo qualche mese. Si arriva così alla strategia del richiamo vaccinale che è una pratica usata da tanto tempo in medicina.

Quanti italiani sono vaccinati? I dati

Sul sito del Governo, al momento, i dati aggiornati alle 21.13 del 22 ottobre parlano di 88.509.971 vaccini somministrati.

L’85,86% della popolazione vaccinabile (over 12) ha ricevuto almeno una dose. L’81,95% ha completato il ciclo. Sono, invece, 202.621 (23,08% della popolazione interessata) coloro i quali hanno ricevuto la dose addizionale.

Si è, invece, al 24,82% con 741.687 unità inoculate di persone che rientrano nella platea di coloro che possono ricevere la dose booster a sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale. L’eventuale estensione del Green Pass porterà ad un ampliamento di coloro i quali saranno chiamati a ricevere la cosiddetta dose «booster».