Terza dose vaccino Covid, Mantovani: «Ci sono almeno tre buoni motivi»

Terza dose vaccino Covid, Mantovani: «Ci sono almeno tre buoni motivi»

L’immunologo di fama internazionale e presidente della Fondazione Humanitas ha chiarito perché il richiamo vada fatto

La terza dose del vaccino contro il Covid è una prospettiva che esiste. Lo è già per alcune categorie, presto potrebbe esserlo per una platea più ampia. In un’intervista al Corriere della Sera dell’8 novembre si è soffermato sul tema uno scienziato di fama internazionale: il professor Alberto Mantovani, immunologo e presidente della Fondazione Humanitas.

Il Covid ed il ruolo della proteina Spike

Mantovani ha spiegato come, adesso, del Covid si conosca «il patrimonio genetico» e la dinamica secondo cui è la cosiddetta «proteina spike» a permettere al virus di accedere nelle cellule umane e generare i danni di cui purtroppo si è avuta traccia in questi mesi.

Quella stessa proteina su cui sono stati sviluppati i preparati immunizzanti che oggi rappresentano il motivo essenziale per il quale, pur senza le restrizioni dell’autunno scorso, si hanno dati sensibilmente migliori in questa fase di convivenza on cil virus.

I nuovi orizzonti emersi e descritti da diversi esperti raccontano che, nel tempo, la protezione del vaccino non si esaurisce ma tende a calare. Deriva da questo aspetto il motivo per il quale si è scelto di somministrare una terza dose per le categorie ad oggi interessate, in una dinamica che nel tempo potrebbe anche riguardare tutti.

Terza dose, Mantovani: «Rischio del non fare è peggio del fare»

"Per la terza dose - ha spiegato Mantovani - c’è il “rischio del non fare” che è peggio del “fare”. “La terza dose - ha proseguito - va somministrata, alla luce di quanto ci suggeriscono i dati scientifici”. Oltre a sottolineare che il modus operandi è suggerito dall’evidenza dei numeri e delle informazioni raccolte a livello scientifico, il professore ha indagato «almeno tre buoni motivi» per i quali è opportuno sottoporsi alla somministrazione della terza dose. «Proteggere - ha dichiarato - me stesso, i miei cari e le persone con cui vengo in contatto soprattutto se sono un sanitario».

Test anticorpi prima della terza dose? Il chiarimento del professor Mantovani

Poi un passaggio sull’ipotesi di effettuare un test degli anticorpi per valutare l’esistenza di una protezione come discriminante se fare o no la terza dose. Prospettiva per la quale emerge quello che è un punto di vista chiaro da parte dello scienziato.

«La produzione di anticorpi - ha spiegato - è una strategia del sistema immunitario per difendersi contro i virus, ma non è la sola. Ci sono anche certi globuli bianchi (i linfociti T) che entrano in campo nel combattere il virus. È un tema tutto da studiare. Al momento non esiste un correlato, cioè un test per dire se un singolo individuo è protetto oppure no».

Parole che offrono una visione chiara di quello che può essere ad esempio un test teso a misurare gli anticorpi prima di una terza dose del vaccino contro il Covid.