Autore: Redazione

Italia - Strisce blu

Strisce blu a Roma: aumenti annullati dal TAR. E ora che succede?

E’ arrivata l’attesa sentenza del TAR del Lazio in merito all’aumento delle strisce blu deciso dal Campidoglio: il Tribunale boccia la delibera del Comune e ne annulla gli effetti. Ecco i motivi e il punto della situazione. Tornano le vecchie tariffe?

Dopo la tempesta, la quiete (forse).

Le accese polemiche dei cittadini e il ricorso del Codacons sull’aumento delle strisce blu, deciso con la delibera n. 48 del 29 luglio scorso da parte del Comune di Roma, hanno raggiunto l’obiettivo: il TAR del Lazio ha annullato l’aumento delle tariffe (a 1,50 euro), nonché l’abolizione dell’abbonamento mensile (da 70 euro) e della tariffa agevolata giornaliera (8 ore a 4 euro), “pane quotidiano” per i lavoratori costretti a spostarsi con la propria auto, senza avere più la possibilità di godere della tariffa forfettaria.

Insomma, una bella vittoria per i cittadini romani e una brutta figuraccia per il Campidoglio, che, comunque, non si arrende e annuncia a sua volta il ricorso contro la decisione del TAR al Consiglio di Stato.

L’assessore comunale alla Mobilità, Guido Improta, ha infatti definito la sentenza come “culturalmente sbagliata”:

“Il TAR in questa occasione si spinge anche a compiere delle valutazioni politiche che non ci convincono proprio. Infatti, mentre da un lato accetta il fatto che le strisce blu costituiscano un elemento essenziale per la limitazione della circolazione, dall’altro dice che dobbiamo tener conto delle abitudini dei cittadini all’uso dei mezzi pubblici che, in una città con 2,8 milioni di veicoli, sono evidentemente da modificare se non da costruire a partire da un diverso approccio culturale al tema della mobilità”.

Il punto è proprio questo: un piano di mobilità sostenibile che non è stato assolutamente previsto. E’ questo ad essere poco convincente e culturalmente sbagliato, non la, giusta, decisione del TAR, che si basa su motivazioni oggettivamente valide, come sanno bene i cittadini della Capitale che da mesi devono sopportare disagi, a causa di ciò che i giudici hanno definito

“un mancato bilanciamento di tutti i valori in gioco”.

Perché il TAR ha detto no?

Perché il TAR ha appoggiato il ricorso del Codacons? Quali sono le motivazioni che hanno spinto il Tribunale Amministrativo Regionale a dire “NO” agli aumenti delle tariffe delle strisce blu?

Ecco perché la delibera comunale è stata bocciata, poiché:

"è caratterizzata da un’istruttoria incompleta e inadeguata, rispetto allo stesso fine dichiaratamente perseguito”.

Una decisione del genere in una città come Roma, sempre più Capitale del degrado, non può non essere accompagnata da un piano di mobilità ad hoc. Il TAR quindi ha spiegato:

“E’ inutile aggiungere che il potenziamento e/o la razionalizzazione della rete di trasporto pubblico avrebbe dovuto precedere e non seguire la rimodulazione della disciplina della sosta".

In sostanza il TAR ha bocciato la delibera, sposando la posizione dei cittadini e delle associazioni di categoria perché, pur non mettendo in discussione

“il fatto che le ’strisce blu’ costituiscano ormai in tutto il mondo uno degli strumenti essenziali per la limitazione della circolazione per superare le enormi criticità ambientali dei centri storici”

a Roma

"non vi è stata (nella delibera, ndr) alcuna verifica circa la specifica domanda di sosta nelle diverse zone tariffate, né alcuna differenziazione è stata operata, ad esempio, tra soggetti che provengono da zone già coperte da servizi ’forti’ di trasporto pubblico, ed utenti che, invece, si spostano da zone periferiche o, comunque, non adeguatamente servite".

La decisione, non essendo sostenuta da specifici studi relativi all’adeguatezza del trasporto pubblico nelle diverse zone tariffate, risulta essere non solo inadeguata, ma una vera e propria beffa per i cittadini della Capitale, che hanno ottenuto giustizia, almeno per ora.

Che succede adesso?

Questa è la domanda che si faranno i cittadini, consapevoli del caos che potrebbe seguire la sentenza, in attesa di renderla operativa. I problemi sono tanti: il Campidoglio annuncia battaglia contro la sentenza del TAR, i parcometri sono ormai tarati con le nuove tariffe, quindi che fare?

In un comunicato dell’ATAC si legge come i cittadini romani devono organizzarsi a partire da oggi:

“Per la modifica dei parcometri e degli altri sistemi di pagamento occorrerà, così come del resto è avvenuto all’indomani dell’aumento delle tariffe, un periodo di tempo quantificato, a seconda dei canali di pagamento (parcometri, grattini, titoli online), in giorni o settimane, il pagamento di 1,50 euro a partire da domani consentirà la sosta per settantacinque o novanta minuti, a seconda delle zone”.

Quindi

“Gli ausiliari della sosta, pertanto, non terranno conto nell’attività di verifica dell’orario di fine sosta stampato sulla ricevuta esposta, ma solo dell’orario di inizio”.

Intanto il Codacons non si arrende e sta organizzando una class action perché vengano restituiti i soldi pagati in più dagli automobilisti.

Aumenti strisce blu a Roma: gli effetti

Quali sono stati gli effetti sulle tasche dei cittadini di questi mesi di aumenti? Alcuni numeri li fornisce l’Adoc, soddisfatto della sentenza del TAR. Il presidente, Lamberto Santini, ha dichiarato:

“Con l’abolizione dell’agevolazione di 4 euro per 8 ore di parcheggio l’aumento dei costi per una sosta continuativa di una giornata lavorativa è stato pari al 300%, con un impatto medio sul reddito giornaliero pari al 23%, un quarto della paga; eliminando l’abbonamento mensile di 70 euro la spesa è salita a 264 euro al mese, per un ricarico del 377% rispetto alle vecchie tariffe”.

Intervenire sulla mobilità a Roma è un’operazione delicata:

“Non essendoci alternativa di mobilità, a Roma, il 75% circa dei cittadini è ‘costretto’ a raggiungere il posto di lavoro utilizzando la propria autovettura. Aver imposto un tale aumento significa non conoscere la città che si amministra, in questo modo non si riduce il numero di auto circolanti ma si mette il cittadino spalle al muro, visto che il trasporto pubblico capitolino fa acqua da tutte le parti”.

Insomma la politica del Comune sul traffico si è rivelata un totale fallimento. Un fallimento, tra l’altro, già annunciato.