Stato di emergenza e green pass: ecco le prospettive per il 2022

I vaccini stanno aiutando a tenere la situazione sotto controllo dal punto di vista sanitario, ma l’ipotesi più accreditata che si viaggi verso la strada della prudenza

I contagi potrebbero crescere, ma l’obiettivo è tenere tutto aperto. La linea che vuole essere seguita è finalizzata ad evitare che un’eventuale crescita delle infezioni possa corrispondere alla necessità di misure restrittive e al conseguente danno per il tessuto economico nazionale. La politica di gestione della situazione pare destinata a basarsi su un modello che potrebbe essere mantenuto nel medio-lungo termine, quasi fino alle porte dell’estate.

Covid: si dovrebbe andare avanti sulla strada dei colori

Tutta l’Italia è in zona bianca. I parametri che portano in giallo sono cambiati rispetto ad un anno fa e oltre all’incidenza nelle eventuali variazioni cromatiche contano soprattutto i livelli di ospedalizzazioni ordinarie e della percentuale di terapie intensive occupate. L’azione della vaccinazione è e sarà il freno più efficace nel ridurre sensibilmente il numero di persone che potrebbero finire in ospedale a causa dell’infezione, fino a mettere in difficoltà la ricettività del sistema sanitario e causare il cambio dei colori.

Proroga stato d’emergenza, ipotesi di cui si parla

Si discute in questi giorni della possibilità di prorogare lo stato d’emergenza. La scadenza è fissata per il 31 dicembre e si ipotizza una proroga trimestrale. Essendo l’emergenza attuabile per soli 24 mesi (12 più 12) per eventi o situazioni straordinarie (è in vigore dal 31 dicembre 2020), per andare oltre la fine dell’anno potrebbe essere richiesto un passaggio parlamentare che ne possa determinare la prosecuzione.

Con l’attuazione di una procedura di questo tipo si potrà dare prosecuzione a quella fase attraverso cui alcuni provvedimenti del governo possono essere emanati con procedure più snelle, pur nel rispetto dei principi giuridici nazionali.

Stato d’emergenza: esempi di circostanze per le quali è servito

Rientrano nel novero di provvedimenti attuabili grazie allo stato d’emergenza i Dcpm e i decreti con le norme anti-Covid. Quelli che per intendersi dispongono regole di distanziamento, obbligo di mascherine, quarantene, smart-working e protocolli di sicurezza delle attività.

Tra i motivi per i quali potrebbe essere necessario mantenere lo stato d’emergenza c’è la necessità di far proseguire il lavoro a tutti quegli organi che sono stati impiegati nella pandemia in Italia. A partire dal Comitato Tecnico Scientifico o alla struttura commissariale presieduta dal generale Figliuolo, ricordando come la pandemia sia ancora lontana dall’essere finita e come sia di fatto in atto la somministrazione delle terze dosi per alcune categoria con l’ipotesi di un’estensione nel futuro.

Qualora non venisse prorogato lo stato d’emergenza, la prosecuzione del mantenimento di alcune norme dovrebbe essere disposto attraverso altre strade. Ma ci vorrà ancora del tempo per capire come si sceglierà di procedere, trattandosi anche di una questione politica.

Green pass come requisito destinato a restare per mesi?

Sembrano, inoltre, esserci pochi dubbi rispetto al fatto che il Green Pass resterà un requisito essenziale per tanti ambiti del quotidiano per ancora diverso tempo. Si ipotizza si possa arrivare praticamente alle porte dell’estate o anche oltre. Viene ritenuto uno strumento adeguato a tutelare la salute pubblica con funzione anche di spinta alla vaccinazione per chi ha ancora non ha sciolto le riserve rispetto alla propria eventuale immunizzazione.

L’obiettivo è naturalmente tutelare il singolo offrendogli la possibilità di ricevere la protezione ed anche la collettività in considerazione della necessità di evitare il sovraccarico degli ospedali e di coloro i quali entrano in contatto con il soggetto.