Situazione Covid in Germania, cresce la preoccupazione

Situazione Covid in Germania, cresce la preoccupazione

In Germania si parla di «emergenza nazionale» e non si esclude l’ipotesi di un lockdown

«Tutta la Germania è un grande focolaio». È il titolo che campeggia sulla Bild sull’articolo che racconta quanto la situazione Covid nel paese si stia facendo problematica. Un virgolettato che è anche una sorta di riassunto del quadro della situazione fatto in conferenza stampa dal ministro della Salute Jens Spahn e dal professor Lothar Wieler, presidente del Robert Koch Institute.

Situazione Covid in Germania: la preoccupazione parte dai numeri

Andando a dare un’occhiata a quelli che sono gli ultimi dati del contagio l’occhio cade subito sui contagi: ben 52.970, sebbene ci siano state punte andate anche oltre i 60.000. Numeri a cui si aggiungono i 200 morti. E quando le cifre sono così alte aumenta il rischio che si finisca per avere una sottostima della reale situazione.

Nei giorni scorsi è arrivato un appello degli anestetisti tedeschi in cui si preannuncia una possibile catastrofe e la necessità di intraprendere azioni concrete per evitare il peggio. Al momento solo il 70% della popolazione tedesca è vaccinata.

Le persone invitate a restare a casa

Nelle parole riportate dalla Bild e addebitate al numero uno del Rki la situazione è stata descritta con la metafora di una grande nave che entra in porto.

«Se controsterziamo immediatamente - si legge - con tutte le nostre forze, allora continuerà a navigare per un po’ e forse finirà per sbattere lateralmente con il muro del porto. Speriamo che non lo faccia a pezzi sbattendo frontalmente. Adesso tutti dobbiamo prendere delle contromisure».

Wieler ha, inoltre, invitato le persone a restare a casa, a ridurre l’organizzazione di grandi eventi a occasioni da trascorrere con poche persone e valutare altre restrizioni.

Covid in Germania, nessuno esclude la possibilità di un nuovo lockdown

In Germania ai non si fa più mistero del fatto che la situazione creatasi può essere considerata di «emergenza nazionale». Rispetto alla possibilità che, nel tempo, si possa arrivare a restrizioni importanti, tra cui un eventuale lockdown generalizzato, il ministro Spahn ha chiarito che nulla può essere escluso. La vicina Austria, ad esempio, ha già scelto la serrata totale per dieci giorni, forse 20. Oltre a predisporre l’obbligo vaccinale a partire dall’1 febbraio.

Tre tipologie di Green Pass per differenziare vaccinati e non

In attesa di capire se davvero si arriverà al lockdown la Germania prova ad affrontare la situazione con una sorta di Green Pass diversificato. Esiste, infatti, la versione 2G che è riservata solo a chi si è vaccinato o guarito, oltre al 2G+ (a cui bisogna aggiungere un tampone negativo).

Il 3g, invece, è la versione più simile alla certificazione verde italiana e viene data a vaccinati, guariti e chi ha tampone negativo recente. Disponendo l’accesso ad alcune attività solo a chi ha il 2G, di fatto si escludono i non vaccinati. A guidare le regole saranno le soglie relative alle ospedalizzazioni per ciascuna regione:

  • con 3 ricoveri per 100.000 abitanti potranno accedere a spazi pubblici solo coloro che sono in possesso della certificazione 2G. Senza si potrà solo accadere a supermercati, farmacie e strutture mediche, per tutto il resto occorrerà essere vaccinati o guariti.
  • con 6 ricoveri per 100.000 abitanti scatta il 2G+. Guariti o vaccinati dovranno avere anche un test negativo
  • con valori superiori a 9 ricoveri per 100.000 ciascun Land potrà prendere decisioni con ulteriori restrizioni.

Scatta inoltre il 3g per il posto di lavoro e l’obbligo di vaccinazione per quanti lavorano in ambito medico-sanitario, l’obbligo di tampone negativo da 24 ore per chi accede a strutture sanitarie oltre a test sistematici per chi ci lavora.