Autore: B.A

Silvia Romano e i suoi like di Facebook a pagine di matrice estremista

Ci sono dei «mi piace» discutibili della ragazza ostaggio per 18 mesi dei jihadisti.

Non si spengono le polemiche intorno a Silvia Romano, la cooperante che è stata da poco liberata dopo 18 mesi di prigionia tra Kenya e Somalia. Stavolta a finire al centro delle polemiche, alcuni suoi like sui social, a gruppi, pagine e post di matrice islamica e forse radicale. Sul quotidiano «il Giornale» si parla proprio di questo, e di una analisi del profilo Facebook di Silvia Romano, dove sarebbero emersi dei like, i classici «mi piace» che si usano nel mondo social, che sarebbero quanto meno discutibili.

Una vicenda dei lati ancora oscuri

Silvia Romano fin da quando è scesa dall’aereo che l’ha riportata in Italia, ha fatto molto discutere. La liberazione della ragazza è stata oggetto di numerose polemiche, non fosse altro che per il probabile, ma mai confermato ufficialmente, riscatto che l’Italia ha dovuto pagare al gruppo estremista islamico Al-Shaabab.

Il Presidente del Consiglio e il Ministro degli Esteri, cioè Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, a Ciampino, ad attendere l’aereo con a bordo la ragazza hanno spostato le discussioni anche sul lato politico. E poi ha fatto scalpore il modo con cui Silvia Romano è scesa dall’aereo, e come ha raccontato la sua prigionia durata 28 mesi. Silvia era vestita con gli abiti tipici delle donne del mondo islamico (abiti che Silvia non avrebbe voluto togliere nonostante i suggerimenti dell’intelligence) ed appena a terra ha detto di essersi convertita all’Islam.

Una conversione autonoma, non obbligata dai rapitori e scaturita dopo aver letto, anche in questo caso, di sua spontanea volontà, il Corano. E così Silvia ha dichiarato di aver cambiato nome, perché adesso di chiana Aisha. Per questo secondo «il Giornale», adesso fanno scalpore i like che Silvia Romano ha messo su alcune pagine su cui aleggiano dubbi di estremismo islamico. Sembra infatti che analizzando i profilo Facebook di Silvia su 21like, 16 sono finiti su pagine contraddittorie, dove vengono postati contenuti altrettanto contraddittori, anche di predicatori controversi dal punto di vista del radicalismo islamico.

I like incriminati

Secondo l’articolo del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, emerge un aspetto interessante dell’interesse che Silvia Romano ha nei confronti dell’Islam. Oltre che un interesse generale, per via della conversione spontanea che la ragazza dice di aver intrapreso durante la prigionia, sembrano emergere interessi ad un islamismo politico quanto meno discutibile.

Sembra infatti che sia presente un “mi piace” nei confronti della pagina «Siamo fieri di essere musulmani» in cui il contenuto religioso sembra mischiarsi con quello politicizzato, quello della propaganda filo-turca, delle critiche feroci e violente contro il presidente egiziano Abdelfattah al-Sisi, contro Israele e contro Bashar al-Assad. In quella pagina sembra che siano molteplici i contenuti complottisti che segnalano la presunta appartenenza di al-Baghdadi e perfino di Osama Bin Laden, a Mossad e Cia.

Ci sono post e commenti piuttosto discutibili su queste pagine, come le parole dure nei confronti del principe saudita Mohammad Bin Salaman al-Saud che va maledetto perché reo di aver aperto in quella che gli estremisti considerano terra sacra all’Islam, locali notturni, club e locali tipici dell’occidente. Addirittura c’è un post che sembra inneggi all’odio verso i principi sauditi che hanno permesso a soli 70 lm dalla Mecca, il concerto di Marayah Carey.

Tra i like più strani di cui viene, per così dire, accusata Silvia Romano, quelli a Nouman Ali Khan, controverso predicatore accusato nel settembre del 2017 di molestie e abusi spirituali. Altro like della Romano è alla pagina di Zakir Naik, apologeta del suprematismo islamista favorevole alle pene corporali nei confronti delle donne, ai rapporti sessuali con le “schiave” ed a cui è stato vietato, per esempio, l’ingresso in Gran Bretagna e Canada. Si tratta di un predicatore bandito perfino in India e Bangladesh.

Altro “mi piace” contraddittorio della cooperante italiana è alla pagina «Nquran», sito di dottrina islamista di stampo salafita totalmente in arabo. Ma ci sono anche like a pagine italiane filo islamiste, come quella dell’Associazione Islamica di Milano. Un certo interesse all’Islam politico della Romano è dimostrato anche dal like alla pagina «Musulmani in Italia», dove compaiono immagini per esempio, dell’Imam Aboulkheir Breigheche che tempo fa era apparso in uno scatto con un gruppo di seguaci, tra cui due jihadisti balcanici poi arruolati nell’Isis.