Si dovrà fare una terza dose di vaccino Covid? Ecco come stanno le cose

Si dovrà fare una terza dose di vaccino Covid? Ecco come stanno le cose

Prosegue la campagna vaccinale, i dati migliorano, ma l’ipotesi della necessità di una terza somministrazione è concreta

Si dovrà fare una terza dose di vaccino contro il Covid? Per rispondere alla domanda, bisogna partire da un concetto che potrebbe apparire scontato ma che forse non lo è per tutti. Si parla di terza dose, ovviamente, per quei vaccini che per completare il processo di immunizzazioni richiedono due somministrazioni.

È il caso, volendo citare quelli più utilizzati in Italia, di Pfizer, Moderna e AstraZeneca, non ad esempio di Johnson & Johnson che necessita di un’unica inoculazione. In quest’ultimo caso si potrebbe richiamare unicamente il concetto di «richiamo» per identificare quella che sarebbe, di fatto, una seconda dose.

Terza dose vaccino, sarebbe un «booster»

L’ipotesi di una terza dose, al momento, pare essere concreta sulla base di diversi segnali. Andando a cogliere quelli provenienti dall’Italia, si può ad esempio fare riferimento alle parole del professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e portavoce del Comitato Tecnico Scientifico. In un’intervista rilasciata a Il Messaggero ha rilasciato parole chiare. «L’ipotesi - ha dichiarato in data 20 maggio - che debba esserci una terza dose, un booster, è molto seria, gli studi sono in corso. Al momento non possiamo dire ancora quando si dovrà ricevere questa terza somministrazione».

Green Pass, durata è un aspetto da considerare

Non si sa dunque, quando, ma la prospettiva è che possa esserci una terza dose o un richiamo può essere considerata realistica. Un altro indizio arriva, ad esempio, dal Green Pass. Nel caso dei vaccinati vale nove mesi dal momento della seconda somministrazione (oltre al periodo che intercorre tra il sedicesimo giorno dopo la prima inoculazione e il completamento dell’immunizzazione). Saranno le indagini scientifiche a valutare il da farsi sulla base di quella che sarà la protezione rilevata nei soggetti vaccinati dopo vari mesi di distanza.

Terza dose vaccino, quando?

Un orizzonte su cui si à espresso anche il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, ascoltato in audizione in Commissione Sanità al Senato sui vaccini contro il Covid.

«La terza dose - ha spiegato - è assolutamente ragionevole che debba essere fatta. Non è al momento compiutamente stimabile quando dovrà essere raccomandata la somministrazione della terza dose. E la spiegazione di questa incertezza è legata al fatto che i tempi di osservazione nei soggetti vaccinati sono ancora limitati. È ragionevole pensare che si vada dai dieci mesi in su. Nel senso che per almeno dieci mesi dovrebbe mantenersi una capacità protettiva da infezione da Sars-Cov2 nei soggetti vaccinati, ma è anche possibile e solo il tempo ce lo dirà che questo intervallo temporale venga a essere ulteriormente prolungato».

L’orizzonte è che, dunque, trascorsi dieci mesi dal completamento della vaccinazione possa essere necessario un richiamo. Un tempo che comunque potrebbe anche dilatarsi.

Terza dose vaccino Covid, in Inghilterra al via la sperimentazione

Allo scenario contribuirà anche il primo studio al mondo sulla terza dose annunciato dalla Gran Bretagna con il ministro della Salute Matt Hancock. L’inizio del test è previsto per l’inizio di giugno e dovrebbe coinvolgere 3mila partecipanti, vaccinati con i sette preparati al momento in uso nei paesi dell’Occidente. Occorrerà attendere settembre affinché si possano avere i primi dati. La buona notizia è che ci sarebbero i margini per ottenere i riscontri desiderati prima dell’arrivo di periodi dell’anno in cui le infezioni di ordine respiratorie trovano maggiore facilità di diffusione.