Serve il Green Pass per andare a Messa? Il punto sulle regole

Serve il Green Pass per andare a Messa? Il punto sulle regole

L’ultimo protocollo tra il governo e la Cei risale al 7 maggio 2020 ed ecco cosa recita

Serve il Green Pass per andare a Messa? È una domanda potenzialmente attuale, se si considera quanto l’estensione della certificazione verde abbia riguardato diversi ambiti della vita quotidiana.

Dal 15 ottobre, sarà, ad esempio obbligatorio per tutti lavoratori: pubblici e privati. È al momento un requisito essenziale per accedere negli stadi, al cinema o ad altri ambiti che prevedano la partecipazione di una moltitudine di gente.

Protocolli Covid già presenti in Chiesa

La presenza di diverse persone è un aspetto che accomuna la partecipazione alle celebrazioni religiose. Un contesto in cui risulta necessario rispettare regole precise, definite da un protocollo in cui sono stati persino adottati accorgimenti finalizzati a limitare il rischio di contagio.

Basti pensare che, al momento, nella funzione cattolica non è previsto il tradizionale «segno di pace» con stretta di mano. Il segno di pace da quando c’è il covid ci si da con uno scambio di sguardi.

Green Pass: le parole del cardinale Bassetti

Formule che, ovviamente, servono a tutelare i fedeli. Sul fronte Green Pass un chiarimento è arrivato il 24 settembre da parte del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. È stato l’Avvenire, nella sua edizione on line, a riportare un suo virgolettato significativo rispetto alla possibile risposta se serve il Green Pass per andare a messa o meno.

«La certificazione verde - si legge nelle parole attribuite al Cardinale Bassetti - non è richiesta per partecipare alle celebrazioni. Si continua a osservare quanto previsto dal Protocollo CEI-Governo del 7 maggio 2020”.

Il riferimento è ad un documento, presente sul sito istituzionale interno.gov.it, sottoscritto dal Cardinale Bassetti, in qualità di presidente della Cei, da Giuseppe Conte, allora presidente del Consiglio, e da Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno.

Protocollo Cei-Governo: regole precise

Il contenuto può essere riassunto come una serie di regole finalizzate alla ripresa delle attività liturgiche dopo quello che fu il lockdown duro della primavera 2020 in cui furono sospese le funzioni in presenza.

Tra le norme citate alcune, ad esempio, il divieto di assembramento, l’obbligo di mantenere la distanza, la contingentazione degli accessi, l’obbligo di indossare le mascherine e una serie di protocolli noti a chi frequenta le chiese.

Dal momento in cui si arrivò a sottoscrivere quel documento è passato quasi un anno e mezzo. Tuttavia, dalle parole del cardinale Gualtiero Bassetti si evince come non ci sia stato alcun aggiornamento rispetto alle disposizioni per il mondo della ecclesiastico.

Considerato che, in quella fase, non si poteva neanche immaginare che un giorno ci sarebbe stato uno strumento come il Green Pass, si può dire che oggi non c’è alcuna regola che subordini l’accesso ad una funzione religiosa, come la Messa, al possesso della certificazione verde.

Non è, ovviamente, da escludere che possano esserci delle evoluzioni in merito in futuro. "Non è - si legge in una dichiarazione riportata dall’Ansa del cardinal Bassetti sempre in relazione al Green Pass - una questione semplice, comunque si usino tutti i mezzi per conservare la nostra salute, per prevenire. E al momento attuale il vaccino è ancora la più grande garanzia che abbiamo".