Autore: B.A

16
Mar 2020

Serie A, si riparte a maggio? La UEFA consiglia di chiudere adesso!

Il campionato di calcio è sospeso, i club sperano di riaprire a maggio e chiudere a giugno, ma non è facile.

Domani 17 marzo è in calendario una conferenza globale in ci sarà call conference dove sono attesibtutti i rappresentanti delle 55 federazioni di calcio. Stiamo parlando delle problematiche dei campionati di calcio in ogni Paese che fa capo alla UEFA.
In tutta Europa, più o meno non si gioca più, tutto sospeso per via del coronavirus. Scudetti in sospeso quindi, con un calendario che difficilmente può essere sanato per via dei troppi impegni dei club e delle nazionali. L’UEFA sembra aver aperto al rinvio del Campionato Europeo per nazionali. Più spazio per i club? Non è detto, soprattutto alla luce delle ultime notizie che provengono dalla UEFA.

Come completare la stagione?

Possiamo parlare della situazione italiana del campionato di calcio, ma il discorso è facilmente allargabile a tutte le federazioni.
Il coronavirus non fa sconti a nessuno Stato e quindi a nessun campionato.
In serie A tutto ancora sospeso e non potrebbe essere diversamente. C’è la salute prima di tutto, poi vengono le cose meno serie ed il calcio, nessuno si offende, è una cosa meno seria. Le squadre non si allenano più, molti i calciatori contagiati o in quarantena, e quindi, le attività sono sospese. In Lega sembra che ci sia stata un po’ di polemica tra Lotito, Presidente della Lazio, favorevole a continuare con gli allenamenti e Agnelli, della Juventus, che chiedeva la fermata di ogni attività.
Dalla AIC, il sindacato dei calciatori, su chiede lo stop di qualsiasi attività, anche degli allenamenti.
Il problema resta completare la stagione, con i club che chiedono di proseguirla in qualche modo, magari arrivando a riprendere a inizio maggio per finire la stagione il 30 giugno. Playoff scudetto o ripresa normale delle 12 giornate rimaste, l’importante è completare la stagione, magari inizialmente a porte chiuse. Tutto purché non si arrivi a dover risarcire le televisione d i diritti TV. Soldi, questo ciò che probabilmente spinge i club a sperare nel completamento della stagione. Difficile secondo l’AIC. Con il fermi tutti, immaginare che dal primo maggio si ritorno a giocare, senza allenamenti è esercizio azzardato. C’è poi la questione dei contratti dei calciatori, molti dei quali scadono al 30 giugno. Immaginare di continuare a giocare la stagione 2020/2021 a luglio, appare complicato oggettivamente soprattutto per questioni contrattuali.
E allora, congelamento della classifica o non assegnazione dello scudetto, sono ipotesi da tenere in considerazione.

Cosa dice la UEFA

Tra l’altro, a ingolfare il calendario delle ipotetiche partite alla ripresa, ci sono pure Champions League ed Europa League. Ci sono squadre che devono ancora giocare l’andata degli ottavi di Europa League, o squadre a cui mancano ancora i ritorni della Champions League. Anche in questo caso, quando e come poter chiudere la stagione delle coppe europee? Final four per entrambe le competizioni? Ipotesi possibile, tra le tante, ma anche in questo caso, chiudere senza assegnare i trofei per la stagione 2019/2020 non è esercizio azzardato. Domani si parlerà alla UEFA, una discussione su tre punti cardine.
Il rinvio di Euro 2020, la conclusione delle competizioni europee e l’unificazione dei parametri di ammissione alle stesse per la prossima stagione.
Per quanto riguarda i campionati l’ultima parola spetta a ogni singola federazione, per l’Italia quindi, la FIGC. L’UEFA non può certo imporre una decisione, ma può dare indirizzo o suggerimenti.
Ed è proprio ciò che sembra abbia fatto l’UEFA, che ha consigliato alle federazioni di chiudere le classifiche alla data delle sospensioni. In pratica, Juventus campione allo stato attuale delle cose.
È evidente che anche alla UEFA sollevano dubbi su una repentina uscita dall’emergenza coronavirus, con i calciatori che pur se ricchi lavoratori, sono esseri umani e sarà difficile convincerli a tornare in campo, se l’allarme coronavirus non sia del tutto scomparso. Anche le porte chiuse, come ampiamente dimostrato durante le prime settimane di stop, non funzionano del tutto. Il restiamo a casa del governo, con il picco del contagio che ancora deve arrivare e con i risultati delle limitazioni che arriveranno solo tra qualche settimana, non lasciano ben sperare sul ritorno all’attività del calciatori per metà aprile, in modo tale da giocare a maggio.