Seconda dose in vacanza? Sileri: «Serve buonsenso, credo sia falso problema»

Il sottosegretario del Ministero della Salute è stato ospite della trasmissione Mattino 5

La questione del vaccino in vacanza è un tema di attualità. L’avvicinarsi della stagione estiva pone di fronte a quelle che potrebbero essere criticità nel processo di immunizzazione collettiva contro il Covid.

L’ipotesi di veder, ad esempio, fissata la seconda dose quando si è in vacanza potrebbe anche porre di fronte ad una scelta. Accettare di vaccinarsi con il rischio che il richiamo possa essere collocato nel bel mezzo delle ferie o rinunciare alle vacanze in ragione della vaccinazione?

Seconda dose in vacanza, il dibattito è aperto

L’opzione migliore è, ovviamente, fare in modo che si possa essere immunizzati e si possa allo stesso tempo godere di ferie al mare, in montagna o in qualche località. Ne trarrebbe beneficio sia la situazione epidemiologica collettiva, che il gettito economico di un settore rilevante come il turismo.

L’obiettivo è tutelare entrambi gli aspetti. Proprio per questo c’è una discussione relativa alla possibilità che le regioni possano vaccinare i turisti in luoghi che siano diversi dalle residenza.

Una scelta che va incontro a possibili criticità logistiche, ma che potrebbe anche essere superata con un punto di accordo. Si parla, ad esempio, della possibilità di offrire di vaccinarsi fuori sede a quanti prevedono una villeggiatura in un luogo di oltre ventuno giorni. Questo, di fatto, consentirebbe a tutti gli agli altri di fissare le vaccinazioni prima e dopo l’eventuale periodo scelto per le vacanze.

Richiamo in vacanza, il sottosegretario Sileri ne ha parlato a Mattino 5

Il sottosegretario del Ministero della Salute Pierpaolo Sileri ha parlato della questione nel corso della trasmissione Mattino 5.

«Serve - ha evidenziato - sempre buonsenso. La seconda dose sappiamo che può essere fatta anche a 42 giorni dalla prima. Ci si può organizzare prenotando la prima dose e la seconda, e in mezzo si può andare in vacanza».

Le sei settimane che possono intercorrere tra la prima e la seconda dose rappresentano il distanziamento massimo consentito per i vaccini che richiedono lo spazio temporale minore, come ad esempio nel caso di Pfizer. Per AstraZeneca la seconda inoculazione avviene addirittura a tre mesi di distanza dalla prima.

Sileri ha comunque aperto alla possibilità che possano esserci regioni in grado di vaccinare i turisti in base alla disponibilità. Ma ha anche chiarito le possibili criticità: «La vedo molto difficile laddove ci sono dei flussi di persone enormi. In Sardegna, dove in poche settimane arrivano migliaia e migliaia di turisti, se tutti chiedono la dose in Sardegna questo altera non poco il piano vaccinale.»

«Il buonsenso - ha chiarito Sileri - dice: prenoti, prenoti la seconda dose. Serve forse flessibilità da parte delle Regioni per la prenotazione delle seconda dose, cioè magari aggiustarla anche secondo le esigenze delle persone».

In sostanza tra prima e seconda dose ci sarebbe il margine temporale per fissare delle vacanze, senza necessità di dover tenere conto del problema vaccino.

«Io credo - ha chiosato - sia un falso problema perché avere 42 giorni a disposizione tra la prima e seconda dose, se ti organizzi riesci a partire e a tornare».