Autore: B.A

19
Mar

Scuole ed attività, si va verso una proroga delle restrizioni oltre il 3 aprile, lo conferma il Premier Conte

Potrebbero servire ulteriori 30 giorni di chiusure.

La chiusura di attività commerciali e delle scuole, le limitazioni alle uscite ed alla circolazione potrebbero essere prorogate oltre le date di scadenza fissate dall’ultimo decreto del Consiglio dei Ministri. Lo ha ribadito il Premier Conte sul Corriere della Sera. A due settimane circa dalla dead line delle prescrizioni, cioè dal 3 aprile, data di scadenza per esempio, della chiusura delle scuole, già si ragiona su un prolungamento di queste misure. L’emergenza coronavirus non è ancora diminuita, anzi, si parla ancora di picco che non è stato raggiunto.

Ed i numeri di contagiati, ricoverati e purtroppo anche deceduti, che ogni giorno vengono diramati, confermano questa tesi. I casi positivi di persone contagiate dal coronavirus ha superato quota 35mila, e pertanto, anche nel più ottimistico degli scenari, un ritorno alla vita normale dopo il 3 aprile appare un esercizio di pura fantasia, pressoché impossibile da materializzarsi. Le parole del Presidente del Consiglio Conte non lasciano troppo spazio a scenari differenti da questi.

Le parole del Presidente Conte

“Le misure restrittive funzionano”, queste le parole del Premier Conte che però ha anche sottolineato come “quando si raggiungerà il picco e il contagio comincerà a decrescere non si potrà tornare subito alla vita di prima”. Non potevano mancare richiami all’unità, all’ordine ed al seguire le direttive da parte del Premier che ha ribadito la necessità di agire tutti con la massima consapevolezza e che bisogna seguire le istruzioni del governo, perché le sanzioni penali per chi trasgredisce ci sono e verranno applicate in modo severo.

Misure ancora più restrittive non sono previste al momento, ma ciò non vuol dire che presto non potrebbero essere adottate, soprattutto alla luce del fatto che il Presidente Conte si è detto in perfetta sintonia con i sindaci e gli amministratori locali che hanno deciso nella loro autonomia, di chiudere ville e parchi perché la libertà di svolgere attività sportive all’aperto per molti si è trasformato in una possibilità di fare gruppo e di creare assembramenti di persone che sono sconsigliatissimi ancora adesso.

L’esempio della Lombardia

Le parole di Conte quindi danno ragione a ciò che sta accadendo nella Regione Lombardia, la più colpita dalla pandemia. Il governatore Attilio Fontana ha invocato il pugno di ferro nel caso in cui i cittadini non decidano di rispettare le ristrettezze che derivano dalle disposizioni governative. Ed anche l’assessore Giulio Gallera ha confermato la richiesta da parte della Regione Lombardia di chiudere tutto, in accordo con i sindaci di ogni singolo comune della Lombardia.

Negozi, uffici pubblici, aziende non coinvolte nei servizi essenziali, sport all’aperto e così via, secondo gli amministratori locali della Lombardia, andrebbero chiusi del tutto, senza deroghe. E proprio Gallera anticipa che se la situazione non dovesse migliorare, la Lombardia passerà ad una richiesta ufficiale al governo, una richiesta di inasprimento delle disposizioni relative al contenimento della pandemia da coronavirus.

Anche gli scienziati chiedono un prolungamento delle misure

Stando a ciò che riporta “Il Fatto Quotidiano”, anche il comitato di scienziati che sta lavorando all’emergenza auspica e suggerisce uno stop totale di almeno due mesi, anche per le scuole. Stando a quanto dicono gli scienziati, loro già il 9 marzo avevano consigliato una chiusura delle scuole almeno per due mesi. In definitiva, dopo il 3 aprile la chiusura delle scuole e naturalmente delle altre attività, dovrebbero essere prolungate di ulteriori 30 giorni. Il rientro alla normalità, un rientro possibile solo se davvero riusciremo a debellare il virus, potrebbe avvenire solo il 6 maggio. Tra l’altro anche in Cina, dove ormai i contagi sembra siano scomparsi anche nella Provincia di Hubei ed A Wuhan, le scuole ancora oggi sono chiuse.