Autore: Giacomo Mazzarella

Scuola

Scuola: ritorno in classe subito e recuperi nel pomeriggio, lo dice la Azzolina

Il Ministro dell’Istruzione continua a spingere per le riaperture delle scuole e con le soluzioni di cui da tempo propone.

Ristori formativi, rientro il pomeriggio ed in aula subito. Sono queste le direttive del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. La questione scuola continua a tenere banco, perché gli studenti delle scuole superiori di fatto nell’anno scolastico 2020/2021 in aula ci sono stati poco e niente.

Il Covid collegato al problema trasporti sta tenendo le scuole chiuse e sostituite dalla didattica a distanza. una situazione che considerare insostenibile è un eufemismo. Il Ministro Azzolina è una delle più ferme nel parlare di ritorno in aula e con le ultime dichiarazioni passa la palla alle Regioni che devono dire di si al piano che la stessa Azzolina asserisce di essere già pronto e predisposto.

Le parole del Ministro Azzolina

“È tutto pronto, basta che le Regioni dicano sì”, questo ciò che il Ministro Azzolina ha mandato a dire ai Governatori delle singole regioni, molti dei quali contrari alle riaperture. La questione scuola si sta intrecciando con le altre problematiche italiane legate al Covid, tanto è vero che per esempio il Ministro Boccia ha accusato alcuni Governatori di “predicare bene e razzolare male”, perché vogliono riaprire le località sciistiche mentre continuano a voler tenere chiuse le scuole.

Il fatto che il governo sia in ritardo con il sistemare la questione dei trasporti pubblici, che per via della scuola il mattino si riempiono di studenti e lavoratori è una delle problematiche che spinge a considerare le riaperture un serio rischio in fatto di contagio da Covid-19.

Per esempio ieri, il Ministro Lucia Azzolina durante un intervento a ‘Uno Mattina’ ha detto cose molto importanti rimarcando la sua ferma posizione in materia. “Non credo si possa pensare di recuperare d’estate: bisogna recuperare oggi” questo ciò che il Ministro ha ribadito parlando ancora del progetto di riapertura che la vede come promotrice e mettendo in luce alcune sottigliezze dell’ambito in cui opera il suo dicastero.

“È più facile chiudere la scuola perché la scuola non ha bisogno di ristori. Sarò io oggi a chiedere i ristori formativi: ci sono anche bambini della scuola primaria che sono andati a scuola meno ma so bene che vengono da 3 mesi di dad dell’anno precedente”, così la Azzolina ha parlato di ristoro formativo. Una soluzione per far recuperare i ragazzi che sono stati costretti a restare a casa maturando inevitabili ritardi in quando ad apprendimento.

“Chiederò ristori formativi per fare apprendimenti potenziati anche nel pomeriggio, per fare educazione all’affettività e incrementare l’aiuto psicologico. Le risse tra i giovani sono diventate più frequenti in questo periodo. Ma ora bisogna intervenire non di certo in estate. Il 7 gennaio sono tornati a scuola in 5 milioni, ma vengono da mesi di dad e bisogna recuperare adesso”, questo ciò che ha detto il Ministro ad Uno Mattina.

Recuperi anche di pomeriggio e pure per la primaria

Il Ministro, che tra l’altro è stata una di quelle che ha spinto per la Dad, adesso arriva a criticarla se la si fa durare troppo e se la si usa come strumento alternativo e totalitario rispetto alla didattica in presenza.

“La didattica a distanza è una misura che ho voluto e in cui credo ma che non può essere portata troppo alle lunghe, rischia di creare diseguaglianze, colpisce i ragazzi più deboli perché la scuola non è solo luogo di apprendimento è vita, socialità, cura dell’affettività, anche rispetto a situazioni familiari difficili. I ragazzi hanno ragione a dire che vogliono tornare a scuola”, queste le parole del Ministro che poi spiega come spostare la problematica sui trasporti non sia del tutto giusto.

“Il problema non è il trasporto ma è sanitario e si va a colpire la scuola superiore che è chiusa da novembre, che non può essere causa dell’aumento dei contagi”, così il Ministro che tra le righe sottolinea il fatto che veri focolai nelle scuole non ne sono mai nati.

E sulle riaperture dice che il piano è pronto e che “decideranno le Regioni quando riaprire: io come governo ho messo in essere tutto quello che era necessario per far ripartire la scuola, abbiamo lavorato su mezzi pubblici, igienizzanti, mascherine”.