Autore: Giacomo Mazzarella

20
Ago

Scuola: anche 3 anni di carcere a chi offende un insegnante

Anche l’insegnante è pubblico ufficiale e pertanto si estendono gli inasprimenti di pena del decreto

Offendere gli insegnanti adesso costerà davvero caro. Non si tratta di pene economiche, di sanzioni pecuniarie, multe e simili. Da adesso si rischia il carcere. È ciò che prevede il decreto sicurezza bis che di fatto estende la definizione di pubblico ufficiale anche agli insegnanti, con tutto ciò che adesso andremo a vedere, grava su chi si rende colpevole di determinati comportamenti.

Insegnante come un carabiniere?

È proprio il collegamento della figura di insegnante a quella di pubblico ufficiale a rendere più aspre le pene per chi li offende. Il decreto sicurezza bis infatti sentenzia che l’insegnante è pubblico ufficiale a tutti gli effetti e come tale è soggetto interessato dalle novità introdotte dal decreto. Nonostante nell’immaginario collettivo la figura di pubblico ufficiale è sempre collegata ad un rappresentante delle forze dell’ordine, l’articolo 357 del Codice Penale reca testualmente la definizione di pubblico ufficiale: «Pubblico Ufficiale è il dipendente della pubblica amministrazione che svolge sua temporaneamente che in pianta stabile una pubblica funzione legislativa, giudiziaria ed amministrativa». Essendo le funzioni di un insegnante, estese ben oltre gli orari di lezione, per incontri con studenti e genitori e quindi non circoscritte alla sola preparazione degli alunni, anche il professore è da ritenersi un pubblico ufficiale.

Genitori e figli in guardia

Alunni vivaci, bulli e genitori con un carattere focoso adesso devono stare attenti. Il decreto sicurezza ha inasprito le sanzioni per chi commette oltraggio, violenza, minaccia e resistenza. Essendo anche un insegnante un pubblico ufficiale, le stesse pene previste per chi commette reato contro un Carabiniere piuttosto che un Poliziotto, si applicano anche per gli insegnanti. Pertanto, «chiunque offende un pubblici ufficiali che sta espletando le sue funzioni rischia la detenzione fino a 3 anni», questo il contenuto della novità introdotta dal decreto sicurezza bis. Tre anni di carcere quindi per lo studente o per il genitore che, cosa purtroppo molto frequente oggi, offende il proprio docente.

Il decreto sicurezza ha resi più grave questa fattispecie di comportamento per così dire, sopra le righe ed inopportuno, per tutelare i pubblici ufficiali tutti che solo per il fatto che come funzioni sono tenuti a fare rispettare le regole, spesso sono visti come nemici. L’oltraggio comunque si manifesta e finisce nell’occhio delle nuove e più dure regole se viene effettuato durante pubbliche manifestazioni o pubblici eventi. In definitiva se l’oltraggio si manifesta alla presenza di altre persone o mentre l’offeso svolge le proprie funzioni, dal 10 agosto con l’entrata in vigore del decreto, si rischia il carcere per molti mesi. Naturalmente se l’alunno che si rende colpevole di quelli che a tutti gli effetti possono essere considerati reati è minorenne, la responsabilità dei genitori è a 360 gradi e quindi anche le potenziali sanzioni ricadono in toto su chi ha la potestà genitoriale.