Autore: B.A

Scuola

Scuola, A/S 2020/21: ancora Didattica a distanza, non si può escludere, lo dice Speranza

Coi contagi che crescono il Ministro della salute non esclude il ricorso alla scuola on line.

Se l’esperienza con la didattica a distanza è stata piuttosto traumatica, soprattutto per i più piccoli e per le loro famiglie, dal governo arriva una cattiva notizia per le famiglie. Niente di ufficiale naturalmente, perché è pressoché certo che le scuole di ogni ordine e grado riapriranno. Ma il Ministro Speranza a margine di un summit internazionale sul ritorno a scuola ha riaperto alla Dad nel caso in cui i contagi da coronavirus dovessero risalire copiosi. Come dire che nel caso di nuove quarantene o sospensioni temporanee delle lezioni in presenza, non si può escludere il ricorso alla didattica a distanza.

Prima la scuola in presenza, ma...

L’obbiettivo del governo resta sempre quello di fare ripartire la scuola come prima, cioè con la didattica in presenza. Alunni e docenti devono tornare a scuola tra i banchi, questo è il programma che da tempo il governo ha avallato. Ma è altrettanto vero che i nuovi casi Covid, i nuovi positivi al virus, non fanno dormire sonni tranquilli al nostro esecutivo. E la Scuola è senza ombra di dubbio uno dei problemi più seri che l’esecutivo è chiamato ad affrontare.

Il ritorno tra i banchi quindi resta di priorità. Ma non è detto che la didattica a distanza non possa essere riproposta. Anzi, le parole del Ministro Speranza sottolineano che è una opzione da non scartare. A dire il vero Speranza non ha detto che si dovrà tornare alla Dad per forza di cose, ma ha fatto capire che l’esecutivo ha un piano B, o meglio, ha una soluzione alternativa alla scuola tra i banchi e richiama a quello che le famiglie hanno vissuto durante il lockdown.

Un rientro a scuola difficile per tutti i Paesi

È stato al termine del summit che ha visto insieme i rappresentanti di 53 Paesi, che Speranza ha parlato di Dad. Il summit tra l’altro è stato convocato proprio per cercare le linee guida da seguire in tutti gli Stati per riportare gli studenti tra i banchi. Infatti non è un problema esclusivamente italiano questo, come non lo è stato il lockdown o la chiusura delle scuole.

«È realistico preparare e pianificare la disponibilità dell’apprendimento online per integrare l’apprendimento nel prossimo anno scolastico. Le lezioni online saranno necessarie durante le chiusure temporanee, possono essere necessarie durante la quarantena episodica e possono integrare l’apprendimento scolastico in circostanze in cui i bambini alternano la presenza scolastica per rispettare le esigenze di allontanamento fisico nelle aule più piccole», questo ciò che si legge nel documento di fine summit firmato da tutti i rappresentanti degli Stati presenti all’incontro.

E queste sono le indicazioni richiamate dal Ministro della Salute, Roberto Speranza nella sua esposizione. Speranza in pratica, oltre a sottolineare che la Dad non va cestinata, anzi, va già messa in preventivo, come ha suggerito ai Ministeri competenti, ha anticipato anche che non sono da escludere chiusure temporanee o circoscritte, e quarantene ulteriori.