Sblocco licenziamenti, Cgil e Cisl vogliono proroga del blocco

Sblocco licenziamenti, Cgil e Cisl vogliono proroga del blocco

I segretari generali Maurizio Landini e Luigi Sbarra hanno parlato rispettivamente in un’intervista a Repubblica e da ospite della trasmissione Rai Uno Mattina

La Cgil e la Cisl sono contro la mancata proroga del blocco licenziamenti. Lo hanno ribadito in due distinti interventi i due segretari: Maurizio Landini e Luigi Sbarra. Il primo è stato intervistato da Repubblica (edizione 21 gennaio 2021), il secondo è intervenuto nel corso della trasmissione Rai Uno Mattina.

Blocco licenziamenti, stop il 30 giugno

Ad oggi si viaggia verso un 30 giugno in cui pare destinato a concretizzarsi lo sblocco dei licenziamenti. Quello che accadrà, se non dovessero cambiare le cose, è che a partire dal primo luglio da parte delle imprese non ci sarà più il vincolo che era entrato in vigore nella prima parte del 2020.

Blocco licenziamenti, la posizione di Landini (Cgil)

«Proprio per niente» ha replicato Landini rispetto alla possibilità di rassegnarsi a quella che pare ad essere l’evoluzione delle scelte governative. «Il 26 giugno - ha aggiunto - andiamo in piazza anche per chiedere la proroga del blocco».

Una scelta che avrà la funzione di amplificare diverse istanze. «Ci saranno - ha dichiarato Maurizio Landini - tre manifestazioni: chiediamo la proroga del blocco, l’estensione degli ammortizzatori sociali e di incentivare le strade alternative ai licenziamenti, dai contratti di solidarietà a quelli di espansione».

Al governo Draghi si chiede anche un’interlocuzione funzionale a mettere a punto una strategia condivisa. «Il governo - ha proseguito Landini - ci convochi e faccia ripartire il dialogo sociale così costruiremo un’Italia migliore. Negli anni Settanta, con lo Statuto dei lavoratori, il Parlamento comprese la centralità del lavoro. Oggi dobbiamo recuperare quello spirito: un nuovo Statuto con il riconoscimento degli stessi diritti alle persone che per vivere devono lavorare».

«La Cgil - ha detto il segretario - ha presentato in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare, siamo pronti a confrontarci con tutti. Ma serve anche una legge che misuri l’effettiva rappresentanza dei sindacati e dei datori di lavoro, per estendere a tutti l’efficacia dei contratti nazionali».

Sblocco licenziamenti. Sbarra (Cisl) spiega perché si chiede la proroga

Posizione analoga quella espressa da Luigi Sbarra, segretario della Cisl. «Le ragioni - ha detto nel corso della trasmissione Rai Uno Mattina - che hanno dato luogo quindici mesi fa alla misura del blocco dei licenziamenti rimangono irrisolte. Occupazione precaria, ammortizzatori sociali non riformati, politiche attive non avviate. Continua a mancare un grande piano nazionale sulla formazione, sulla crescita delle competenze».

Sbarra ha poi descritto il quadro della situazione. «Noi - ha evidenziato - abbiamo alle nostre spalle un milione di posti di lavoro persi, cinque miliardi di ore di cassa integrazione, quaranta miliardi di massa salariale bruciata. Non è possibile aggiungere ulteriori licenziamenti, ecco perché stiamo chiedendo di spostare almeno sino alla fine di ottobre l’uscita del blocco nella prospettiva di centrare due obiettivi. Da un lato consolidare e rafforzare la ripresa economica, dall’altro giungere a riforme del lavoro necessarie da anni in questo Paese con l’obiettivo di attenuare ed attutire i contraccolpi che l’uscita dal blocco rischia di provocare con la perdita di nuove centinaia di migliaia di posti di lavoro».

«Il governo - ha concluso sul tema - oggi è ancora nelle condizioni di correggere il decreto Sostegni bis o di adottare, nei prossimi giorni, un analogo provvedimento finalizzato a scongiurare l’uscita dal blocco dei licenziamenti».