Salvini: «No a nuove tasse, mi fido di Draghi, di altri no. Mettiamolo per iscritto»

Salvini: «No a nuove tasse, mi fido di Draghi, di altri no. Mettiamolo per iscritto»

Il leader della Lega è intervenuto nel corso della trasmissione Non Stop News in riferimento a delega fiscale e catasto

Si parla molto della posizione della Lega e di Matteo Salvini in relazione agli ultimi orientamenti del governo Draghi sul catasto e sulla cosiddetta delega fiscale. Intervenendo ai microfoni di Non Stop News su Rtl 102.5 il leader del Carroccio ha chiarito quelle che, almeno dal suo punto di vista, sarebbero le criticità relative alla direzione intrapresa.

Salvini: «Non vogliamo nuove tasse»

Matteo Salvini è partito con la dichiarazione d’intenti rispetto al coinvolgimento leghista nel governo di larghe intese. «Non vogliamo - ha spiegato - nuove tasse sulla casa. Siamo entrati in questo governo per superare l’emergenza sanitaria e, per fortuna, questo governo con Draghi e Figliuolo non ha più i rallentamenti, gli errori e i ritardi della coppia Conte-Arcuri».

«Nell’accordo del governo - ha proseguito - c’era che non si sarebbe inserita nessuna nuova tassa. Se approviamo una nuova delega fiscale che dà mandato per una riforma del catasto, per una revisione degli estimi catastali e per una rivalutazione del valore degli immobili chiunque, se verrà rivisto e rivalutato il valore del suo immobile, ci pagherà più tasse».

Salvini: «Mi fido di Draghi,tra un anno chi ci sarà?»

Ci vorranno fino a cinque anni affinché i nuovi dati sugli immobili siano disponibili. Salvini, però, non è affatto sollevato dal fatto che ci sia da aspettare così tanto senza avere alcuna garanzia a lungo termine sulle imposte.

Allo stesso modo non è del tutto convinto che siano da escludere aumenti. «Una riforma dove nessuno paga di più - ha chiarito - e nessuno paga di meno o non serve o ha qualcosa che non torna. Quello che hanno detto è che adesso nel 2021 nessuno pagherà di più, in futuro chissà». «Io - ha ammesso Salvini - mi fido di Draghi oggi, ma tra un anno chi ci sarà?»

Negli obiettivi prefigurati ci sono però diversi punti su cui Salvini manifesta accordo. «Fare emergere - ha dichiarato - gli immobili fantasma che in Italia sono un milione e duecentomila che non pagano una lira va benissimo. Quello che tutte associazioni, al di là della politica, contestano è l’aggiornamento dei valori catastali che, soprattutto nelle città, rischia di comportare un aumento medio del 40%. Gli italiani pagano 40 miliardi di tasse sulla casa, mi sembra sufficiente».

Tornando alla delega fiscale e al fronte tasse, Salvini ha aggiunto: «Se il presidente Draghi dice che non ci sarà patrimoniale, non ci sarà aumento delle tasse, bene mettiamolo per iscritto. Perché io di Draghi mi fido, di altri no».

Salvini fa l’esempio dell’arrivo di X dopo Draghi

Il rischio, secondo il leader della Lega, è che qualora il presidente del Consiglio cambiasse ruolo gli scenari potrebbero cambiare. L’ipotesi riguarda la possibilità che ad esempio il premier possa andare al Quirinale e lasciare il posto di premier a qualcun altro.

Secondo Salvini un ipotetico successore «con quella delega - ha detto - in bianco, assolutamente vaga, sull’Iva, sull’Irpef, sull’Imu, su Equitalia » potrebbe ritenere di poter aumentare le tasse.

Il leghista ha fatto capire che se qualcuno un domani chiederà conto di un’eventualità di questo tipo potrà ricordare di aver messo agli atti «che - ha dichiarato a Rtl - quel documento permetteva di aumentare le tasse».