Saccomanni: ripresa entro fine anno. Sarà vero?

Nonostante il ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, continui a manifestare ottimismo sull’imminente fine della crisi, confermando che «la ripresa in Italia arriverà entro fine anno», gli indicatori economici forniti dai principali istituti di previsione continuano a mostrare un quadro a dir poco preoccupante.

BCE: L’Italia rischia di sforare l’obiettivo di deficit 2013

  • Il 12 settembre la Banca Centrale Europea ha lanciato l’ennesimo avvertimento sui conti pubblici italiani, annunciando il rischio di superamento della soglia del 3% del rapporto deficit/PIL. Mario Draghi, presidente BCE, ha recentemente smorzato l’ottimismo sul previsto recupero economico nell’Eurozona: “Sono molto, molto cauto sulla ripresa, non riesco a condividere l’entusiasmo”.

OCSE: PIL Italia -1,8%, unico segno negativo tra i Paesi del G7

  • I dati dell’Ocse contenuti nell’Interim Economic Assessment pubblicato il 3 settembre stimano una nuova contrazione del PIL italiano: -1,8% nel 2013, aggiungendo che il prodotto interno lordo diminuirà dello 0,3% nel quarto trimestre dell’anno e dello 0,4% nel terzo. Il PIL del nostro Paese sarà quindi l’unico tra le Nazioni del G7 a essere negativo per l’anno in corso: la Francia registrerà a fine anno una crescita dello 0,3%, la Germania dello 0,7%, la Gran Bretagna dell’1,5% e gli Stati Uniti dell’1,7%.

SPREAD: Spagna meglio dell’Italia

  • Dopo un inseguimento lungo quasi 18 mesi, il 9 settembre scorso il differenziale dei rendimenti decennali tra bonos spagnoli e BTP italiani si è azzerato: 4,54 il rendimento richiesto sui titoli di Madrid e 4,52% quello sui titoli del nostro Paese. Solo a gennaio il valore era a vantaggio dell’Italia di quasi 100 punti base.

CONFCOMMERCIO: Consumi fermi fino al 2014

  • L’indagine della Confcommercio su spese obbligate e consumi delle famiglie presentata lo scorso 12 settembre, oltre a registrare la crescente difficoltà per le famiglie italiane nel sostenere le spese relative a beni e servizi obbligati, come casa e sanità, ha fatto emergere un calo dei consumi del 2,4% per il 2013, prevedendo un’ulteriore contrazione dello 0,2% per il prossimo anno. Fino a giugno del 20014 i consumi, sempre secondo Confcommercio, resteranno fermi.

DISOCCUPAZIONE: al 12%, per i giovani al 39,95%

  • I dati provvisori dell’Istat denunciano che il numero di disoccupati continua ad aumentare e nel secondo trimestre 2013 raggiunge quota 3,075 milioni, 370 mila in più rispetto all’anno prima (+13,7%). Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 39,5% a luglio secondo i dati provvisori dell’Istat. Aumenta di 0,4% punti rispetto al mese precedente e di 4,3 punti sul 2012. Nel secondo trimestre tra i 15-24enni il tasso sale al 37,3% (+3,4 punti), con un picco del 51% per le giovani donne del Mezzogiorno.

Tutto questo non può non dipingere un quadro a tinte fosche che si scontra con i timidi segnali di ripresa registrati nel corso di quest’anno, fortemente rilanciati dal presidente di Confindustria , Giorgio Squinzi, che da sempre individua nella stabilità politica la condizione imprescindibile per l’uscita dalla crisi, e con l’ottimismo ostentato dal ministro Saccomanni, atteso a breve al delicato banco di prova della Legge di Stabilità.