Autore: B.A

Roma, multata perché porta la figlia dal medico

Un’altra vicenda assurda in questo periodo di restrizioni. 530 euro di verbale!

Da ieri sera ha fatto scalpore il caso di una signora romana che è stata multata perché avrebbe trasgredito le norme di prevenzione sul coronavirus, le norme sulle restrizioni e sulle limitazioni di spostamento. Ormai gli italiani lo sanno che bisogna uscire solo per motivi seri e che non ci si può spostare troppo dalla loro residenza. Si può andare a fare la spesa, si può uscire per andare a lavorare o per urgenze. Inoltre alle forze dell’ordine che hanno il potere di controllo, bisogna presentare una autocertificazione con cui spiegare il motivo per cui si è fuori di casa.

La signora romana però, è stata multata insieme alla figlia perché erano in auto e stavano andando dal medico. Qualcosa evidentemente sta sfuggendo di mano, perché adesso le multe sono molte ed anche i casi in cui le forze dell’ordine non sono molto comprensive, sono all’ordine del giorno. Lo dimostra anche un video denuncia del filosofo Paolo Becchi su Youtube.

A Roma si parla di follia

La vicenda della signora è uscita fuori dalla stessa donna che ha postato uno sfogo e tutta la dinamica della sua vicenda. Il quotidiano “Il Secolo d’Italia”, diretto dall’ex Parlamentare Francesco Storace ha titolato con un eloquente: Follia a Roma!”, proprio perché pare che la donna multata stesse accompagnando la figlia ad una visita medica specialistica. Una vicenda che ha fatto il giro del web. La donna ha beccato una multa da 530 euro per violazione delle regole dettate dal decreto del presidente del Consiglio che stabilisce i regolamenti sulla quarantena.

La donna su Facebook asserisce che lei e sua figlia erano in auto, con dietro i documenti, con le cinture allacciate e con ,e mascherine indosso. Ma nonostante ciò, la Polizia Locale del Comune di Roma ha contestato l’infrazione alla signora. La donna, residente all’Olgiata, era uscita di casa per accompagnare la figlia maggiorenne dal medico. In Via Trionfale sono state fermate dalla Polizia Locale per il controllo. “Stavo portando mia figlia da uno specialista, siamo state fermate: abbiamo mascherine, guanti e certificazione medica. I vigili ci hanno multate per un importo di 530 euro ciascuna”, questo il post su Facebook con cui, Angela Menicucci (questo il nome della donna), ricostruisce l’accaduto. Secondo la donna, i Vigili gli avrebbero detto che la multa era obbligatoria perché la ragazza (la figlia della signora), poteva andare dallo specialista con il bus e non necessariamente facendosi accompagnare in auto. La signora su Facebook ha un autentico sfogo, sottolineando che sembra che le forze dell’ordine stiano esagerando, quasi a voler vessare i cittadini con la scusa del virus.

E lo sfogo di Becchi

E sempre in questi giorni, è divampato lo sfogo di Paolo Becchi, noto filosofo e docente universitario che su Youtube ha attaccato la Polizia. Infatti il filosofo è stato fermato dai poliziotti per un controllo. Stava andando a fare la spesa e secondo la sua ricostruzione, è stato trattato come una “bestia”. Si proprio questa la parola usata dal filosofo. Dove sta andando, cosa deve comprare, dove abita, favorisca i documenti. “Non sono un terrorista”, così Becchi ha risposto ai poliziotti. Ma uno dei due gli si avvicina con durezza al che il filosofo avverte che si sta avvicinando a meno di un metro da lui e che non si può.

Non avendo dietro il documento, il Professore ha dovuto dare le generalità, con i militari che gli hanno sollevato il fatto che non avesse indosso la mascherina. “Ma sto andando a fare la spesa, a comperare le medicine, l’autocertificazione se volete ve la firmo!” questo ciò che Becchi ha riportato su Youtube, dove si è sfogato dicendo che ormai non si può uscire più di casa, che per colpa di un virus un poliziotto ti può chiedere chi sei, cosa fai, da dove vieni, cosa devi comperare e così via, mentre loro di rilasciano la ricevuta del verbale di controllo, con la loro matricola e basta. La sensazione che si stia esagerando, in base a questi due casi, sembra essere purtroppo realtà.