Autore: B.A

Scuola

Ritorno a scuola: alunno positivo? Ecco le linee guida

Come verranno gestiti casi di positività o focolai Covid a scuola? Ecco le indicazioni degli esperti

Dopo i mesi di lockdown ci sono state prima le riaperture di fabbriche e attività lavorative, poi dei ristoranti, pizzerie e bar, poi delle discoteche, adesso chiuse di nuovo. Probabilmente però, ciò che desta maggiore preoccupazione è la riapertura delle scuole, previste per il 14 settembre un po’ ovunque (solo tre Regioni non hanno aderito alla data di riapertura imposta dal Ministro Azzolina).

Riportare i bambini e i ragazzi tra i banchi, così come docenti e collaboratori scolastici, non è facile ai tempi del coronavirus. Dopo mesi di Didattica a distanza le lezioni in presenza devono essere organizzate in sicurezza. Per questo il governo, con tutti i Ministeri interessati (Salute e Istruzione), insieme a Istituto Superiore Sanità, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna, hanno messo a punto un rapporto con le indicazioni operative per gestire casi e focolai negli istituti scolastici. Ecco cosa reca il documento come riporta il sito di informazione"Sky TG24".

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Ecco le linee guida per la riapertura scuola

Un documento che contiene le linee guida per le delicate riaperture degli istituti scolastici. Tra banchi ed aule che garantiscano il distanzianento, mascherine e igiene, le perplessità sulle riaperture restano molte. Probabilmente però, quello che maggiormente interessa tanto il personale scolastico che le famiglie che devono mandare i ragazzi a scuola è il da farsi in caso di uno studente o di un lavoratore che viene contagiato.

E il documento prima citato produce anche il vademecum da seguire in caso di contagio o di focolaio a scuola. Quali comportamenti da seguire e quali le precauzioni da adottare nel momento in cui un alunno o un operatore risultino casi sospetti o positivi? Per prima cosa occorre sottolineare che viene prestabilito che non basta uno studente positivo per chiudere la scuola.

Lo specifica il documento che ha come titolo: «Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia». Un documento che reca il protocollo da seguire per la gestione dei contagi a scuola.

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Ecco le indicazioni per i casi di contagio a scuola

Sono fondamentalmente tre le indicazioni preventive a cui la scuola deve adeguarsi. Prima di tutto occorre trovare un referente scolastico per ogni istituto, adeguatamente formato in materia Covid. Poi occorrerà munire ogni istituto di registri dove annotare i contatti tra studenti e personale appartenenti a classi diverse.

Inoltre, si deve creare una sorta di filo diretto tra famiglia e scuola, con le prime che devono essere collaborative, misurando la temperatura quotidianamente allo studente prima di mandarlo a scuola e segnalando sé alcune eventuali assenze sono dovute a problematiche riconducibili al Covid-19.

Il vademecum contiene pure i comportamenti da seguire e le precauzioni da adottare nel momento in cui un alunno o un lavoratore risultino casi sospetti o positivi al coronavirus.

In questi casi, come sottolinea l’Iss, «Ad essere attivati saranno il referente scolastico, i genitori, il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale e il dipartimento di Prevenzione».

I diktat dell’Iss come li spiega Brusaferro

«In una prospettiva di possibile circolazione del virus a settembre e nei prossimi mesi, è stato necessario sviluppare una strategia nazionale di risposta a eventuali casi sospetti e confermati in ambito scolastico o che abbiano ripercussioni su di esso, per affrontare le riaperture con la massima sicurezza possibile e con piani definiti per garantire la continuità», così ha spiegato Brusaferro che ha sottolineato come "Il documento, di taglio operativo, descrive le azioni da intraprendere nel caso un alunno o un operatore scolastico abbia dei sintomi compatibili con il Covid-19, sia a scuola che a casa”.