Rischio zone gialle e green pass: come la situazione Covid in Italia potrebbe cambiare

Rischio zone gialle e green pass: come la situazione Covid in Italia potrebbe cambiare

Il Green Pass può diventare lo strumento per evitare le chiusure

La variante Delta sta facendo segnare una crescita dei contagi e questo potrebbe determinare dei cambiamenti a livello epidemiologico nella situazione Covid in Italia.

Prima, però, di abbandonarsi all’allarmismo è bene fare una precisazione: al momento gli effetti della vaccinazione, a fronte di un aumento dei casi, non stanno determinando una crescente pressione sui sistemi sanitari.

Il vaccino gioca un ruolo decisivo

Questo cosa significa? Che bisogna continuare a vaccinare per rendere il Covid un virus che sia il meno possibile in grado di portare le persone in ospedale, in terapia intensiva e, nei casi più gravi, alla morte.

Partendo da questa premessa si può chiarire come in un mondo ideale avere la stragrande parte della popolazione vaccinata risolverebbe buona parte dei problemi.

Essendo lo scenario, nonostante la progressione delle somministrazioni quotidiana, ancora lontano e reso incerto anche dell’eventuale volontà dei non vaccinati a immunizzarsi, sono necessarie una serie di valutazioni che saranno fatte a livello politico.

Zone gialle sono un rischio, ma potrebbero essere rivisti i parametri

Il primo dato da tenere presente è la questione fasce cromatiche. Qualora dovessero consolidarsi i trend di crescita del contagio alcune regioni potrebbero tornare in zona gialla. Un livello epidemiologico che, com’è noto, racchiude restrizioni maggiori rispetto a quelle della zona bianca, in cui oggi si trova tutto il Paese.

La buona notizia è che, rispetto al passato, l’aumento delle infezioni ha una proporzionalità ben diversa al numero di ospedalizzati e ricoverati in terapia intensiva. La questione, dunque, andrà affrontata su due terreni.

La prima è quella relativa alla possibilità di rivedere i parametri, tenuto conto che per effetto del vaccino potrebbe diventare più importante andare a valutare lo status della saturazione degli ospedali. La seconda è la necessità di scongiurare anche la sola eventualità di chiusure.

Green Pass, il modello francese

Oggi si prova a individuare uno strumento che possa, in qualche modo, regolare le aperture indipendentemente da quello che è il livello dei contagi in un territorio. Non a caso fa molto discutere l’ipotesi che, in qualche modo, possa essere importata la soluzione francese.

Macron ha, in sostanza, disposto che chiunque voglia praticare attività sociali debba essere possessore di Green Pass. Abbia, cioè, completato il ciclo vaccinale, sia guarito dal Covid di recente o esibisca un tampone negativo recente. Anche solo per prendere un caffè al bar.

L’ipotesi di uso del Green Pass

L’ipotesi è che anche in Italia il pass sia utilizzato in tutti i luoghi che possano determinare un pericolo. Stadi, palestre, convegni, spostamenti in aereo, treni, spettacoli, discoteche. Tutte situazioni che potrebbero diventare accessibili solo a chi la possibilità di avere un certificato verde. Da valutare chiaramente se si potrà estendere ad attività come quelle di ristorazione come in Francia.

Necessità di Green Pass per incentivare la vaccinazione

L’altro dato chiaro è che non tutte le parti politiche sembrano favorevoli ad una soluzione di questo tipo e che i dettagli di un eventuale provvedimento sono tutti da definire. Di sicuro questo potrebbe dare un input alla vaccinazione.

Oggi il 47% circa della popolazione over 12 ha completato il ciclo e i dati aumentano quotidianamente. C’è ancora da lavorare per arrivare ad una percentuale che possa evitare che la possibile crescita della diffusione del Covid possa andare a colpire fasce di popolazione potenzialmente fragili e non ancora vaccinate.