Rinvio tasse partite Iva e cartelle esattoriali, le decisioni del governo

Già rinviate alcune scadenze per le partite Iva, si attende un provvedimento analogo per le cartelle esattoriali

Poco più di quattro milioni di partite Iva potranno godere di una proroga su scadenze fiscali prima fissate per il prossimo 30 giugno. Un rinvio che, mutuando una terminologia calcistica, si può dire sia praticamente arrivato a ridosso del novantesimo.

La scelta trova collocazione in un quadro più ampio di scelte che segnalano la consapevolezza di un quadro economico ancora emergenziale e per il quale si cerca di sgravare, per i tempi possibili, i cittadini dalla pressione fiscale. Prevista, infatti, una probabile proroga sul rinvio dell’invio delle cartelle esattoriali. Si attendono, inoltre, interventi anche sul mondo del lavoro, dove ci sarà lo sblocco dei licenziamenti ma resterà un blocco selettivo riguardanti i settori in maggiore crisi.

Rinvio tasse partite Iva, nuove scadenze

Le partite Iva potranno beneficiare di un provvedimento che allontana di 20 giorni alcune scadenze fissate per il 30 giugno (si va al 20 luglio). Tuttavia, occorre precisare che le condizioni scelte offrono la possibilità di tenere in considerazione un margine temporale anche superiore senza particolare aggravi.

Qualora, infatti, il saldo dovesse avvenire in un range temporale che intercorre tra il 21 luglio ed il 20 agosto si potrà avere una maggiorazione solo dello 0,40% in più.

Ad essere interessate dal provvedimento sono:

  • le imposte sui redditi (Ires o Irpef)
  • Irap (per chi non è esonerato) o imposte sostitutive

La platea di soggetti interessati al provvedimento riguarda, come detto, oltre quattro milioni di partite Iva. Di queste 1,56 sono nel regime forfettario e 2,74 milioni sono soggette agli Isa.

Cartelle esattoriali, probabile nuovo rinvio

L’altro punto su cui si attende il pronunciamento (Cdm previsto per il 30 giugno) del governo è quello relativo alle cartelle esattoriali. I numeri parlano di decine di milioni di atti che sarebbero pronti a partire dall’1 luglio e per le quali anche una soluzione che prevedrebbe una distribuzione diluita nel tempo per i prossimi mesi rappresenterebbe comunque un impegno importante per i cittadini.

Le indiscrezioni suggeriscono che la strada che potrebbe essere sarebbe quella di una nuova proroga di almeno due mesi, questo consentirebbe di stoppare fino al 31 agosto le notifiche.

Blocco licenziamenti selettivo, ipotesi sul tavolo

Per ciò che, invece, riguarda il blocco dei licenziamenti l’1 luglio dovrebbe essere confermato come il giorno in cui avverrà lo sblocco dei licenziamenti. Dovrebbe però restare un blocco selettivo e che riguarderà i settori più in crisi: l’abbigliamento, la pelletteria ed il settore del tessile in genere. Previste per questi ambiti altre 17 settimane di cassa integrazione gratuita fino al 31 ottobre.

Dovrebbero, inoltre, essere aggiunte 13 settimane di cassa integrazione per le realtà che operano nel settore manifatturiero e che dovessero avere terminato quelli che erano gli ammortizzatori sociali previsti dal decreto di marzo.

Soluzioni che dovrebbero permettere di superare la diversità di vedute esistente tra chi riteneva necessaria una proroga del blocco dei licenziamenti e chi, invece, metteva in risalto come dare nuovamente dinamicità all’economia potesse dare un impulso positivo.