Riforma Costituzionale: i 4 punti chiave della proposta che stravolgerà il Parlamento

La Commissione dei “saggi” istituita dal Presidente del Consiglio Enrico Letta ha presentato ieri la relazione finale riguardante le riforme costituzionali da attuare nel nostro Paese.

A parlarne, nel corso di una conferenza stampa, è il Ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello che non riesce a trattenere di fronte ai giornalisti tutto il suo entusiasmo.

Quattro i punti fondamentali contenuti all’interno del testo: riforma del bicameralismo perfetto, riduzione del numero degli onorevoli, maggiori poteri al Premier e riforma elettorale.

Ma andiamo a vedere nel dettaglio come i “saggi” vorrebbero cambiare il Parlamento e di conseguenza il futuro del nostro Paese.

1. Bicameralismo

Il Bicameralismo paritario non esiste più, o almeno non dovrebbe. A pensarla così c’è anche il nostro Premier Enrico Letta che lo definisce addirittura “una follia”.

La proposta dei saggi prevede quindi un superamento dell’attuale assetto, mediante un passaggio di poteri dalla Camera al Senato. In breve la rappresentanza degli Enti territoriali passerà a Palazzo Madama.

Ma bisogna ancora capire anche come i futuri Senatori entreranno in Parlamento e al momento si vagliano due ipotesi: elezione diretta o indicazione da parte delle Autonomie.

Il Ministro Quagliariello ha inoltre sottolineato anche come, all’interno della Commissione, ci sia una corrente che spinga per il monocameralismo, e alla costituzionalizzazione della Conferenza Stato – Regioni –Enti locali.

2. Riduzione del numero dei Parlamentari

Di parla da anni di ridurre il numero degli onorevoli. Siamo i cittadini più rappresentati d’Europa. Quanto questo funzioni bene e quanto gli italiani debbano pagare annualmente per “finanziare” questa rappresentanza è un altro paio di maniche.

La proposta dei saggi prevede finalmente di tagliare il numero e più precisamente si potrebbe passare a 450 Deputati a fronte degli attuali 630 e a 150-200 Senatori rispetto ai 315 di oggi, in rapporto alla popolazione delle varie Regioni.

3. Premier

Il Presidente del Consiglio avrà più poteri. È questo quello che si legge nella relazione presentata ieri. A spiegare quali saranno questi poteri, ci ha pensato lo stesso Quagliariello nel corso della conferenza stampa d oggi:

"Un governo parlamentare del Primo Ministro, con potere di nomina e revoca dei ministri e potere di scioglimento delle Camere".

4. Riforma Elettorale

L’ultimo punto ( ma non in ordine di importanza) in discussione riguarda la tanto agognata riforma elettorale.

La richiesta dei “saggi” al riguardo è molto chiara:

"superare nettamente il principio di cooptazione che oggi governa la selezione dei nostri parlamentari e restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti".

4 le alternative proposte:

  • collegio uninominale;
  • colleggio plurinominale ridotto con elezione di un minor numero di deputati;
  • circoscrizione simile a quella in vigore sino al 1994;
  • sistema proporzionale con circoscrizioni larghe e voto di preferenza.

Oltre a ciò i saggi prevedono l’abolizione della circoscrizione estero, dando ai cittadini residenti fuori dall’Italia una possibilità diversa per esprime le loro preferenze.

Lo scopo di queste proposte è quello di creare una legge elettorale durevole e resistente ai “capricci delle maggioranze occasionali”.

Il commento di Quagliarello

Il Ministro per le riforme Gaetano Quagliarello ha così commentato la relazione:

"una scommessa vinta, frutto di un clima molto positivo, nonostante la presenza di esponenti provenienti da differenti scuole costituzionali e con orientamenti politici diversi".