Richiamo vaccino Johnson and Johnson, ci sarà?

Richiamo vaccino Johnson and Johnson, ci sarà?

Si parla di una seconda dose per il vaccino monodose, la situazione è al momento simile a quella di altri preparati

Ci sarà una seconda dose da somministrare per il vaccino Johnson & Johnson? È una domanda che ricorre per quanti abbiano ricevuto quel preparato, ma che allo stesso tempo suscita curiosità a chi è stato magari immunizzato con altro (Pfizer, Moderna ed AstraZeneca)

Richiamo Johnson & Johnson, perché il richiamo è la seconda dose?

Quando si fa riferimento alla seconda dose di Johnson & Johnson ci si riferisce ad un richiamo che avverrebbe a completamento del primo ciclo vaccinale. La peculiarità del vaccino in questione era che fosse basato su una singola dose. Da ciò si evince il fatto che parlare di una seconda somministrazione equivale a parlare di «terza» per altri vaccini come Pfizer o Moderna.

Richiamo vaccino Johnson & Johnson, situazione in divenire

Chiarito questo punto, si può in un certo senso estendere i discorsi che si fanno per gli altri vaccini. Nonostante in alcuni paesi si sia addirittura iniziata una campagna vaccinale per una terza dose, ciò non avverrà in Italia fino a quando precise evidenze scientifiche non ne confermeranno la necessità e la procedura sarà indicata dagli organi preposti. Servirà, infatti, un’indicazione da parte degli enti regolatori affinché si proceda in una direzione che porti al richiamo.

Vaccino Johnson e Johnson, cosa dicono i dati sulla seconda dose

Le aziende ovviamente intendono farsi trovare pronte ad ogni evenienza e in questa fase i dati su Johnson & Johnson indicano che un’eventuale doppia somministrazionie porterebbe ad un aumento degli anticorpi nove volte superiore a quello che era stato rivelato a ventotto giorni dalla prima inoculazione. Sono i dati che provengono da studi fatti negli Stati Uniti.

Vaccino Johnson & Johnson, anticorpi «robusti» per otto mesi

Diverse agenzia di stampa hanno riportato le dichiarazioni di Matahi Mammen, capo della divisione Ricerca e Sviluppo di Janseen. Quest’ultimo ha spiegato come, ad oggi, si sappia che con una dose del vaccino Johnson & Johnson si generino risposte immunitarie «forti e robuste» destinate a durare per otto mesi.

L’eventuale nuova somministrazione, stando alle prime evidenze, contribuirebbe ad aumentare le risposte anticorpali nei termini che sono stati indicati.

I dati saranno verosimilmente messi a disposizione degli enti regolatori e il modus operandi per il futuro sarà regolato da quelli che saranno i confronti tra le aziende e gli organi ufficiali.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti e l’Europa saranno rispettivamente la Food and Drug Administration (Fda) e l’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) ad entrare in contatto con i dati delle aziende, a valutare le evidenze scientifiche e a stabilire il da farsi. L’obiettivo è ovviamente mettere a punto una strategia che possa essere nell’interesse della collettività e della salute pubblica.

Vaccini vera risorsa contro il Covid

Anche perché, come più volte detto, potrà essere solo la scienza a tirare fuori dal tunnel del Covid il mondo. E i vaccini, al momento, stanno dimostrando come la loro azione possa rendere la pandemia assai meno drammatica di quanto non fosse prima del loro avvento grazie ad una sensibile diminuzione di ricoveri e gravi sviluppi della patologia.