Autore: Pasquale De Marte

Coronavirus - Lavoro

Riaperture ristoranti la sera, Miozzo: «Possibile, ma solo con meccanismo rigoroso di controlli»

L’attuale Dpcm è in scadenza il 5 marzo, il nuovo esecutivo deciderà per il nuovo. Il coordinatore del Cts ha specificato che l’eventualità sarebbe possibile a patto che si garantiscano i controlli, soprattutto nelle zone di maggiore affollamento.

Ci sarà un nuovo Dpcm tra le prime mosse del nuovo governo? Per la risposta sarà necessario attendere quantomeno l’insediamento del nuovo esecutivo presieduto da Mario Draghi.

Quello attuale, senza l’intervento di altre azioni governative, resterà in vigore fino al 5 marzo. E, fino ad allora e senza novità magari portate dal nuovo corso, l’unica possibilità che si concretizzino le riaperture di ristoranti e pizzerie la sera è che una regione finisca in zona bianca.

Circostanza questa di cui si è più volte sottolineata la lontananza. Per raggiungere lo status occorre raggiungere un livello epidemiologico tale da avere meno di 50 casi settimanali di coronavirus per 100.000 abitanti. Dato per il quale ci sarà da attendere.

Riaperture bar e ristoranti alla sera, il Cts ha fissato i protocolli

Le riaperture serali di ristoranti e pizzerie è sempre tra i temi dibattuti. Nei giorni scorsi il Comitato Tecnico Scientifico, pur sottolineando il rischio di un allentamento sulle chiusure, aveva diramato i protocolli necessari per limitarlo.

Da allora non si sono registrati particolari passi in avanti rispetto alla possibile apertura serale delle attività di ristorazione. La decisione, in ogni caso, dovrà essere presa dai decisori politici.

Si era iniziato ad ipotizzare che si potesse aprire la sera in zona gialla, pur con orari subordinati al mantenimento del coprifuoco, e a pranzo in arancione. In quest’ultimo caso, così come nelle zone rosse, l’attività, come è noto, è consentita solo con asporto e consegna a domicilio. Al momento però non si sono registrati sviluppi per l’immediato.

Bar e ristoranti, in attesa di un nuovo Dpcm: parla Miozzo

Rispetto a ciò che potrebbe accadere diventa significativa intervista rilasciata a Repubblica (nell’edizione del 12 febbraio) da Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico. .

Il primo punto che ha messo in chiaro è che, ad oggi, il sistema più efficace per il contenimento del virus sarebbe il lockdown. Tuttavia, ha messo bene in chiaro quanto questo non possa essere compatibile con uno scenario che vede molte persone e attività pagare dazio alle circostanze venutesi a creare negli ultimi mesi.

Rispetto all’opportunità di avere le riaperture dei ristoranti alla sera, tuttavia, non ha manifestato un’opinione negativa, ma ha messo in rilievo le possibili criticità e necessità. «Sarebbe - ha evidenziato - anche possibile se solo fossimo in grado di garantire un rigoroso meccanismo dei controlli, cosa che fino ad ora non è stato».

Riaperture ristoranti la sera, la proposta di Miozzo

Miozzo ha fatto chiari riferimento a luoghi di particolare affollamento notturno come i Navigli a Milano e Trastevere a Roma. Un pensiero da cui si può intendere come, ben presto, folle di persone destinate a recarsi in situazioni di sicurezza nei ristoranti, possano finire per ritrovarsi in massa nei luoghi che, in genere, vengono etichettati come quelli della «movida».

Miozzo, però, ha manifestato una possibile richiesta al governo che potrebbe cambiare le carte in tavola. «Un controllo - ha evidenziato - efficace del territorio per almeno i prossimi due-tre mesi, con il contributo anche dell’Esercito, forze dell’ordine, polizia locale che stanno facendo un lavoro straordinario. Basta vedere una divisa che agisca nei luoghi di rischio per scongiurare comportamenti irresponsabili».

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