Riapertura stadi: beffa distanziamento, ipotesi disposizione a scacchiera

Stadi aperti al 50% con Green Pass, ma la necessità di distanziamento porterebbe ad una riduzione dei posti

La riapertura degli stadi è un tema che continua a tenere banco in Italia. La vicenda va al di là degli aspetti meramente sociali, tenuto conto che tenere chiusi gli impianti è un danno economico grave per il sistema. E il calcio (così come, anche se in misura minore, altri sport) non è solo un gioco che appassiona, ma anche e soprattutto un business. Un vettore economico dietro cui, oltre agli stipendi a cinque o sei zeri dei calciatori, si celano addetti con stipendi uniformati al contesto medio italiano.

Riapertura stadi con Green Pass

Con le linee guida attualmente in vigore, a partire dal 6 agosto, allo stadio si potrà andare solo con il Green Pass. Gli stadi all’aperto potranno essere pieni al 50% in zona bianca. Nel caso di zona gialla il limite massimo consentito di spettatori è di 2500. Da questo aspetto si evince come, con la crescita dei contagi, c’è il rischio che la situazione possa peggiorare fino a rendere necessario abbassare la capienza a limiti davvero bassissimi per la Serie A.

Distanziamento negli stadi, attenzione alle norme

Ma c’è un problema in più: La capienza del 50% è subordinata al mantenimento di una distanza tra gli spettatori di almeno un metro. Questo, negli stadi italiani e con l’eccezione dell’Allianz Stadium, potrebbe rendere necessaria un’ulteriore decurtazione dei posti rispetto alla capienza massima consentita. Si arriverebbe così ad un’affluenza consentita di persone di circa il 25-30% rispetto alla disponibilità di posti originaria.

Stadi: disposizione a scacchiera come soluzione?

La soluzione a cui si sta pensando è quella di proporre un distanziamento fatto di una collocazione degli spettatori a scacchiera. In tal modo si potrebbero assicurare distanze tra le persone e si perderebbero meno posti. Si attende di capire quale potrà essere l’orientamento destinato ad emergere a livello governativo, tenuto conto che un’eventuale azione verso il calcio potrebbe riguardare a cascata tutte quelle attività che danno luogo ad eventi di grande partecipazione popolare.

Riapertura stadi una necessità

Se si considera che si ha alle spalle praticamente un campionato e mezzo senza tifosi, si capisce quanto sarebbe importante trovare una soluzione che permetta alle casse societarie di avere respiro. Il dato di fatto è che tra tre settimane partiranno i campionati e urge trovare una soluzione che accontenti i club e che offra le adeguate garanzie a livello epidemiologico.

Ipotesi aiuto per le società

Qualora non dovesse essere trovata un’intesa, si sta iniziando ad ipotizzare che ai club potrebbe essere in qualche modo fornito un salvagente rappresentato da eventuali sostegni o sgravi fiscali che potrebbero lenire le ulteriori sofferenze economiche che arriverebbero con una forte limitazione della capienza degli impianti.

Riapertura stadi, niente abbonamenti?

Non sarà, inoltre, sfuggito il fatto che quasi nessuno parla di campagna abbonamenti, ma al massimo di biglietti. Evidentemente perché si è ormai entrati nell’ottica che si vive con il rischio, auspicabilmente solo ipotetico, che un colpo di coda del virus possa, in qualche modo, minare la prospettiva di serenità per il futuro. Tuttavia, il dato di fatto è che per la prima giornata di campionato si rivedrà il pubblico sugli stadi.