Autore: Giacomo Mazzarella

Scuola

Riapertura scuole, possibile tutto slitti al 18 gennaio

La riapertura delle scuole è stata oggetto di un vertice in cui la data del 7 gennaio per il ritorno tra i banchi per gli studenti delle superiori, non è così scontato come sembrava.

Il vertice del Premier Conte con i capidelegazione della maggioranza di governo, con il Ministro Boccia e con alcuni membri del Comitato Tecnico Scientifico era molto atteso perché c’era da iniziare a mettere le basi per il futuro Dpcm e per le nuove misure di contenimento del Covid da prendere subito dopo la fine delle regole per le festività natalizie.

Molto attese le decisioni sulla scuola, che il Premier continua a voler riaprire, sia pure con presenze ridotte al 50%, dal 7 gennaio. Su questo però i tecnici sono piuttosto scettici, considerando ancora alto il pericolo.

Dal vertice di ieri 03 gennaio qualcosa è sembrato uscire fuori che spinge a considerare come assai possibile uno slittamento del ritorno tra i banchi al 18 gennaio. Un rinvio piuttosto radicale questo ma probabilmente la risalita dell’indice di contagiosità del Covid, con alcune Regioni tornate sotto osservazione, spinge alla cautela.

L’esito del vertice

Come dicevamo al vertice hanno partecipato il premier Giuseppe Conte, i capidelegazione della maggioranza, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia e membri del Cts. Un summit che doveva fare il punto della situazione per quanto concerne la grave emergenza sanitaria che sta vivendo l’Italia, anche alla luce di ciò che accade nei Paesi vicini come la Germania, dove la situazione sta precipitando.

Una cosa è certa, ed è che stanno per giungere a scadenza le misure restrittive messe in campo per le festività natalizie. Adesso si attende l’esito del consueto report settimanale con cui il Ministro della Salute, sempre con i membri del Cts e quelli della Cabina di regia, monitora ogni settimana l’andamento dei contagi Regione per Regione.

L’idea è che si possa attuare un provvedimento con cui si arrivi ad allineare il nuovo Dpcm al decreto sulle restrizioni. Tra la data di scadenza del decreto sulle restrizioni natalizie e quella dell’ultimo Dpcm del Premier, ci sono diversi giorni di discordanza. Il primo scade il 7 gennaio, il secondo il 15.

La scuola e le riaperture

Lasciando da parte il fatto che si dovrebbero estendere le misure restrittive di queste festività, forse fino al 15 gennaio, con zona gialla per un paio di giorni e poi di nuovo arancioni e rosse, magari ogni festivo e prefestivo, per la scuola la situazione è addirittura più ingarbugliata.

Adesso sembra che non si esclude lo slittamento al 18 gennaio per il ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori. Un modo di temporeggiare rispetto al 7 gennaio e valutare l’andamento della curva dei contagi. In base ad una nota Ansa però il Premier sembra abbia detto che le scuole con presenze al 50% vanno riaperte il 7 gennaio. Una posizione che però non trova l’approvazione di tutti i governatori.

“Se c’è preoccupazione di un rischio, alla luce dei numeri, si discute. Capiamo anche il governo cosa ritiene visto che ho sentito voci di esperti utilizzati da Palazzo Chigi per prendere decisioni, che riguardano la parte scientifica. Gli studenti pagano prezzo alto”, questo per esempio il pensiero di Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna e Presidente della Conferenza Stato- Regioni. Ed anche i sindacati sembrano contrari perché per esempio da Snals fanno sapere che “stiamo prendendo atto dell’aumento dei contagi di questi giorni. Il 18 gennaio potremmo avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta”.