Riapertura scuole, obbligo vaccino personale e Covid: il punto della situazione

Si avvicina la riapertura degli istituti scolastici, prevista per settembre

Settembre e la riapertura delle scuole si avvicinano. Comunque vadano le cose sembra ormai chiaro che ci sarà ancora da fare i conti con il Covid. L’obiettivo è ovviamente fare in modo che l’inizio delle lezioni corrisponda all’avvio di un anno che sia lontano parente dagli ultimi caratterizzati dalle difficoltà della Dad e, per lunghi periodi, dall’impossibilità di portare gli studenti in classe, facendogli perdere importanti fasi e momenti di crescita.

Riapertura scuole, Covid sarà questione ancora attuale

La scuola si è più volte detto come non sia un luogo di contagio preferenziale. In classe e negli istituti si rispettano stringenti protocolli, a preoccupare semmai è l’indotto. La movimentazione di milioni di persone, i trasporti e tutto quello che ne consegue. Ecco perché diventa cruciale ripartire con sicurezza.

Anche perché, come si è detto più volte, i giovanissimi in età scolare contraggono l’infezione senza quasi mai avere problemi, ma diventano un potenziale veicolo per il virus che può attaccare le classi che, prima del vaccino, erano più esposte ad avere problemi considerevoli. Il problema, sui grandi numeri, rischia di diventare meno importante se ci si confronta con una popolazione largamente vaccinata. Personale scolastico compreso.

Vaccino offre protezione significativa

Il dato che fa ben sperare è l’effetto della vaccinazione. Un alto livello di immunizzazioni, che si auspica possa salire in maniera importante fino a metà settembre, rappresenterebbe una barriera significativa, anche contro la variante Delta.

Un modo per ostacolarne la diffusione e soprattutto gli effetti, che, come si sa, nei tempi peggiori sono stati i rischi di saturazione della ricettività ospedaliere e delle terapie. I vaccini permetterebbero di creare una protezione generale che permetterebbe di guardare alla diffusione virale con un’ansia esponenzialmente minore rispetto a quella che faceva temere milioni di ricoverati.

Riapertura scuole a settembre, obiettivo «presenza»

Sin dal suo insediamento Mario Draghi ha manifestato una certa priorità alla sua attenzione per la scuola in tema Covid. E il focus ci sarà anche alla vigilia dell’apertura del nuovo anno scolastico. È noto come, in questa fase, l’attenzione sia rivolta al livello di vaccinazioni nel personale scolastico. Ad oggi la stima dice che quattro su cinque, impegnati negli istituti, hanno ricevuto una doppia dose.

Una percentuale importante che però è una media che non rivela fino in fondo quella che è la situazione di alcuni territori dove le percentuali sono più basse di altro. L’orientamento pare essere quello di attendere ancora, prima di fare il punto della situazione entro fine agosto e poi capire eventualmente che tipo di decisioni prendere.

Obbligo vaccino docenti e personale, un’ipotesi

Più esperti segnalano come c’è la possibilità che i casi di contagio in Italia continuino. Uno scenario che, ovviamente, grazie ai vaccini non produrrà gli stessi effetti devastanti che si sarebbero avuti qualche mese fa. In un’intervista a Repubblica del 2 agosto, è stata posta una domanda precisa al professor Sergio Abrignani, immunologo della Statale di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico.

“Riapriremo le aule con 50 mila casi?”, è la domanda che gli è stata posta ipotizzando che si possa assistere ad una crescita di infezioni compatibile con quella vista in altri paesi.

«Dovremmo - ha spiegato il medico - decidere l’obbligo di vaccinazione per gli insegnanti e dovremmo procedere rapidamente con gli adolescenti. I ragazzi saranno in buona parte non vaccinati e negli ambienti chiusi un virus contagioso come la Delta può infettare molto».