Restrizioni per non vaccinati, Sileri: «Al momento no, va tenuta come tante opzioni sul tavolo»

Restrizioni per non vaccinati, Sileri: «Al momento no, va tenuta come tante opzioni sul tavolo»

Il sottosegretario del Ministero alla Salute Salute Pierpaolo Sileri ha parlato dell’ipotesi di lockdown alla «austriaca»

Più che pensare ad un lockdown per non vaccinati, in questa fase può essere opportuno pensare a convincere chi ancora nutre dei dubbi sulla vaccinazione.

Potrebbe essere questo l’approccio alla situazione attuale del Covid in Italia, con i casi che salgono e la situazione degli ospedali che resta al momento sotto controllo.

È quello che si può evincere dalle parole del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto nel corso de L’Italia s’è desta in onda su Radio Cusano Campus.

Restrizioni per i non vaccinati, Sileri: «Al momento nessuna ipotesi su questo»

L’idea di adottare misure di contenimento ad hoc per chi non è vaccinato non è uno scenario a concretizzarsi nell’immediato in Italia, come sta accadendo nel così detto lockdown alla «austriaca»

«Al momento - ha spiegato Sileri- non c’è nessuna ipotesi su questo. La situazione è sotto controllo». Non mancano, al momento, le regioni che potrebbero non essere più bianche, ma c’è una precisazione da fare.

«Passare in zona gialla - ha chiarito il sottosegretario - non prevede grosse restrizioni. Al momento non vi è motivo di fare restrizioni per i non vaccinati. Cosa che, invece, può essere valutata per ulteriori cambi di colore e quindi io direi nel caso si debba passare verso l’arancione”.

Perché si parla di lockdown per non vaccinati?

Andando ad interpretare il concetto di lockdown per vaccinati, si può offrire un’ipotesi. In arancione, ad esempio, chiuderebbero bar e ristoranti che potrebbero operare solo con asporto e consegna a domicilio. Restrizioni che coinvolgono anche cinema, teatri, palestre. In Austria queste attività sono aperte solo per i vaccinati, evitando il blocco per contenere il contagio ed il danno economico.

Il motivo è semplice: chi è immunizzato ha, intanto, sensibilmente minori possibilità di essere un candidato a infettarsi e ad occupare posti in ospedale, così come di infettarsi ed eventualmente trasmettere il virus. Discorsi destinati ad avvalorarsi adesso che iniziano a diffondersi anche le terze dosi che offrono un “boost” alla copertura.

Obiettivo: proseguire nella campagna vaccinale

»Dobbiamo concentrarci - ha chiarito Sileri - sullo spingere la persone a fare la prima dose, quelli che sono ancora mancanti, e verso la terza dose”. Il sottosegretario ha evidenziato come, con i numeri odierni dell’epidemia in Italia anche con riferimento alla percentuale alta di vaccinati, la strategia di attuare restrizioni per i non immunizzati non sia al momento necessaria.

«Va tenuta sicuramente, come tante opzioni, sul tavolo e - ha proseguito - si valuta di settimana in settimana quella che è la circolazione virale». Il riferimento è in particolare alla situazione degli ospedali dove i ricoveri «tendono a salire, ma - ha precisato l’esponente del governo - la situazione è ancora sotto controllo».

Calo protezione vaccino, Sileri: «Non significa che a sei mesi e un giorno non sei più protetto»

Poi anche alcuni chiarimenti sul vaccino e del calo della copertura dopo un semestre. "Non significa - ha precisato Sileri - che a sei mesi e un giorno non sei più protetto, ma che a decorrere dal sesto mese può accadere in alcuni soggetti, con un numero crescente, che tu possa prenderti il virus e magari avere dei sintomi più lievi. Andando avanti un po’ meno lievi, perché si spegne nel tempo l’efficacia del vaccino”.

"Accade - ha spiegato - per tantissimi altri vaccini. Ho fatto l’esempio del tetano, ogni dieci anni dovresti farti il richiamo. Sarebbe bello avere per questo virus un vaccino che dura tutta una vita, ma lo conosciamo da meno di due anni. In tempi record è stato fatto un vaccino estremamente efficace che merita un richiamo, che richiami il sistema immunitario alla guerra contro il virus avendo un’immunità più forte e probabilmente più duratura”.

Sileri: «Regioni e città d’Italia con più vaccinazioni hanno meno terapie intensive occupate»

Inevitabile chiedersi quanto durerà la nuova immunizzazione dopo il richiamo. «Lo scopriremo - ha dichiarto Sileri - nel corso dei mesi. Dinanzi a questo virus siamo tutti degli alunni. La scienza ha imparato a conoscerlo, lo ha fatto rapidamente, ha trovato soluzioni rapidamente. C’è il vaccino, abbiamo cure ancora più innovative: i monoclonali, abbiamo anche antivirali molto efficaci».

Fidarsi della scienza è, dunque, l’imperativo. Anche perché i dati parlano chiaro e non solo quelli che oggi con 10.000 contagi riscontrati mercoledì 17 novembre si registrano dati di ospedalizzazioni bassissimi se confrontati a ciò che accadeva quando il vaccino non c’era.

«Le regioni d’Italia e le città d’Italia - ha ricordato Sileri - che hanno più vaccinazioni oggi hanno meno posti di terapia intensiva occupati. I paesi europei che sono andati più avanti con la vaccinazione hanno meno morti e meno terapie intensive occupate».