Restrizioni non vaccinati, Costa: «In zona arancione si potrebbe valutare differenziazione»

Restrizioni non vaccinati, Costa: «In zona arancione si potrebbe valutare differenziazione»

Il sottosegretario della Salute, Andrea Costa ospite di Studio 24 su Rai News, ha definito «utile» in caso di zona arancione «fare un ragionamento» su ipotesi «differenziazioni» tra vaccinati.

«Nel caso di una zona arancione pensare ad alcune differenziazioni può essere un’ipotesi sulla quale può essere utile fare un ragionamento». Lo ha detto il sottosegretario del Ministero della Salute Andrea Costa in relazione dell’idea eventuale che, con l’avanzare del livello di restrizioni, vaccinati e non vaccinati possano non essere più equiparati sul piano dell’obbligo di rispettare alcune restrizioni.

Perché si è tornati a parlare di zona gialla e zona arancione?

Mentre nel resto d’Europa ci sono realtà in cui si parla di lockdown per non vaccinati, l’Italia è in una situazione migliore dal punto di vista epidemiologico ma non può abbassare la guardia. Resta il sistema dei colori e oggi ci sono delle regioni che rischiano di andare presto in zona gialla.

Dal bianco al giallo non cambierebbe molto a livello di chiusure e restrizioni, molto sarebbe diverso qualora si arrivasse in zona arancione. Dalla limitazione al movimento oltre i confini del comune alla chiusura di alcune di attività, il quadro delle norme da rispettare si farebbe molto più rigido fino a richiamare i tempi più duri di questo periodo storico.

A guidare verso uno scenario di questo tipo sarebbero unicamente i dati. Una volta approdata in zona gialla una regione per finire in arancione dovrebbe raggiungere il 20% di terapie intensive occupate e avere i reparti Covid di area medica saturi al 30%. L’augurio è che, ovviamente, non ci si arrivi mai, ma complice il rischio che i casi salgono e una fetta di popolazione ancora non propensa a vaccinarsi bisogna prepararsi, quantomeno a livello ipotetico, anche all’eventualità.

In caso di zona arancione possibile differenziazione tra vaccinati e non?

Sull’ipotesi di poter garantire meno restrizioni ai vaccinati, Costa ha espresso la sua idea. «Questa - ha spiegato - è una riflessione che personalmente mi sento di condividere». «Qualora - ha proseguito - ci fosse un passaggio in zona arancione che prevede molte più restrizioni rispetto alla zona gialla si potrebbe valutare una sorta di differenziazione rispetto a chi è vaccinato e a chi vaccinato non lo è».

«È un percorso - ha confermato - che dobbiamo valutare, dobbiamo verificare. Dobbiamo dire con chiarezza che oggi anche chi non si è vaccinato e quindi una minoranza del Paese può usufruire di tutta una serie di libertà grazie alla stragrande maggioranza del Paese che, invece, con grande senso di responsabilità si è vaccinato».

Le valutazioni sarebbero, come ha detto Costa, focalizzate sulla possibilità che chi si è vaccinato «non continui a subire all’infinito restrizioni a causa di una minoranza che continua a non vaccinarsi».

Perché si parla di restrizioni solo ai non vaccinati

Si riflette, dunque, sull’opportunità di riservare o meno le restrizioni ai vaccinati. Soprattutto adesso che, a partire dall’1 dicembre, si darà il via alle terze dosi anche a partire dai 40 anni. Stando ai messaggi che provengono dalle parole di diversi scienziati chi si immunizza ha basse probabilità di finire in ospedale e di mettere in difficoltà il sistema sanitario, tutela se stesso e gli altri. Anche perché soprattutto quando la copertura è alta (auspicabilmente anche dopo la terza dose) ha minori probabilità di infettarsi e trasmettere l’infezione.