Regioni a rischio zona gialla: quali sono e perché

I prossimi monitoraggi chiariranno gli scenari

Il rischio zona gialla, per alcune regioni, nasce dai numeri. La revisione dei parametri per il passaggio da zona bianca a zona gialla ha conferito maggiore importanza ai dati ospedalieri, ma la crescita dei contagi si ripercuote inevitabilmente sulla pressione che riguarda le ospedalizzazioni e le terapie intensive.

Covid, dati segnano crescita contagi

I dati degli ultimi giorni hanno continuato a segnare una rilevante crescita delle infezioni. L’azione della vaccinazione si sta rivelando decisiva ai fini del contenimento delle ospedalizzazioni rispetto al passato, ma se il virus circola è quasi inevitabile che finisca per arrivare a porzioni di popolazioni a rischio vulnerabilità e che, per qualche motivo, non hanno ancora ricevuto la vaccinazione.

Oggi tutta Italia è in zona bianca

La zona bianca, in passato, era un traguardo che si raggiungeva mantenendo meno di 50 casi settimanali per 100.000 abitanti per ciascuna regione. Sembrava un traguardo difficile da raggiungre, invece oggi tutta Italia lo è. Tuttavia, oggi c’è il rischio che qualora si consolidassero i trend di crescita si debba prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di tornare in zona gialla per alcune realtà.

Requisiti zona bianca per evitare zona gialla

Ci sono tre requisiti per mantenere la zona bianca: tenere i contagi settimanali sotto i 50 per ogni 100.000 abitanti, mantenere le ospedalizzazioni ordinarie al di sotto del 15% e soprattutto i posti di terapia intensiva al di sotto del 10%. Con 14 regioni su 21 che superano la soglia di incidenza che prima era sufficiente per lasciare la zona bianca, le precedenti norme avrebbero portato l’Italia in gran parte verso il giallo.

Ospedalizzazioni crescono meno che in passato

Tuttavia, aver immunizzato buona parte delle categorie più fragili e fare i conti con un contagio medio che riguarda fasce d’età soprattutto giovani ha permesso di cambiare i parametri. È inevitabile che, però, quasi per osmosi la circolazione del virus finisca ugualmente per generare danni sui grandi numeri. Soprattutto con una campagna vaccinale che ormai viaggia veloce, ma che per diversi motivi non è completa.

Le regioni a rischio zona gialla

Ed ecco che preoccupa la Sardegna dove si sono superati i 50 casi per 100.000 abitanti e i valori delle terapie intensive ha raggiunto l’11%. Due valori dei tre sono, perciò, oltre soglia. In Sicilia, invece, si hanno il 13% di ospedalizzazioni ed il 7% in terapia intensiva. E nel complesso anche altre regioni hanno un trend in crescita.

Saranno, naturalmente, determinanti i dati che arriveranno nei prossimi giorni per capire se davvero ci saranno le condizioni per immaginare un passaggio in zona gialla per le regioni a rischio. Un rischio che non è escluso possa configurarsi entro il mese di agosto se le cose, come ci si augura, dovessero migliorare.

Scenario che, ovviamente, si augura di scongiurare per effetto di una crescita dei casi quotidiani che continua ad esserci, ma con un’accelerazione inferiore. Leggi anche: Terza dose vaccino Covid, ci sarà e quando? Le parole del Direttore Generale dell’AIFA